Genova 2001: la memoria si fa immagine.
A Palazzo Ducale sei mostre per i venticinque anni dal G8
Quando: Dal 4 al 21 luglio 2026.
Dove: Sala del Munizioniere, Palazzo Ducale – Piazza Giacomo Matteotti 9, Genova.
Ingresso: Ingresso libero.
In occasione del venticinquesimo anniversario del G8 di Genova, Palazzo Ducale ospita, dal 3 luglio, un percorso espositivo dedicato alla memoria, ai diritti e ai movimenti sociali. Sei mostre, promosse dal Comitato Piazza Carlo Giuliani, Palazzo Ducale, Progetto Comunicazione e Prospekt, propongono linguaggi e sguardi differenti per interrogare una delle pagine più dolorose e significative della storia recente italiana.
Le esposizioni saranno inaugurate venerdì 3 luglio alle ore 18.00 presso la Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale (Piazza Giacomo Matteotti 9, Genova) e saranno visitabili tutti i giorni, dal 4 al 21 luglio 2026, dalle 11.00 alle 19.00. Il percorso, realizzato grazie al sostegno del Comune di Genova, che ha contribuito alla realizzazione del progetto espositivo, comprende:
- Al lavoro! Tutto cambia, cambia tutto – Progetto Comunicazione e Prospekt
- Documenting life, death and resistance in Palestine – Prospekt Palestine Project e Activestills
- Racconti dalla Piazza del mondo – fotografie di Luca Greco
- Genova 2001: una ferita aperta – a cura di Giulio Di Meo
- Essere protesta – fotografie di Antony Risi
- Quella notte alla Diaz – una testimonianza a fumetti di Christian Mirra
Genova 2001: una ferita aperta
Mostra fotografica a cura di Giulio Di Meo
04/21 luglio 2026 – Palazzo Ducale, Genova
In questo contesto si inserisce Genova 2001: una ferita aperta, un progetto a cura di Giulio Di Meo, frutto di un percorso iniziato nel 2023 attraverso un workshop annuale di fotografia documentaria che, proprio nei giorni dell’anniversario del G8, riunisce a Genova fotografi e fotografe provenienti da tutta Italia.
Più che un laboratorio fotografico, quello ideato da Di Meo è un’esperienza di formazione civile che intreccia memoria, fotografia e consapevolezza. Un percorso che invita i partecipanti a confrontarsi con i luoghi simbolo del G8 del 2001 – la zona rossa, Corso Tolemaide, Piazza Alimonda, la scuola Diaz, la caserma di Bolzaneto, il carcere di Marassi – trasformando la fotografia in uno strumento di ascolto, ricerca e riflessione.
A quasi venticinque anni di distanza, quei luoghi continuano a raccontare una storia che non appartiene soltanto al passato. Le città cambiano, cambiano le persone che le abitano, ma la memoria resta impressa nello spazio urbano e nelle vite di chi lo attraversa. Piazza Alimonda, oggi come allora, è un luogo di quotidianità e memoria insieme. I ragazzi e le ragazze del 2001 sono diventati adulti, genitori, lavoratori, attivisti. Eppure quel luogo continua a rappresentare un punto di riferimento per chi si batte contro le ingiustizie, per i diritti sociali e civili, per la difesa dell’ambiente, contro il razzismo e ogni forma di discriminazione.
La mostra raccoglie una selezione di immagini realizzate durante le diverse edizioni del workshop da Michele Abbatangelo, Marioluca Bariona, Laura Bertazzoni, Sofia Bocedi, Giulia Bonafede, Patrizio Broggi, Giulio Di Meo, Davide Gloria, Luca Greco, Michele Greco, Sebastian Liebentraut, Chiara Maisano, Ruggero Manzotti, Elisa Mapelli, Gianni Olivetti, Fabio Pelizzoli, Guergana Radeva, Doralice Renzi, Tatiana Seghi, Tania Taddei e Laura Trémoulet.
Le fotografie non ricostruiscono gli eventi del luglio 2001 attraverso l’archivio o la cronaca, ma raccontano ciò che quei fatti continuano a produrre nel presente: commemorazioni, manifestazioni, luoghi della memoria, nuove generazioni che scoprono quella storia e scelgono di farsene carico. Ogni immagine diventa così una testimonianza che tiene insieme passato e presente, trasformando il ricordo in uno strumento di partecipazione. La fotografia documentaria assume qui una funzione che va oltre la registrazione dei fatti: diventa un linguaggio capace di custodire la memoria collettiva, interrogare il presente e stimolare uno sguardo critico sul futuro. Raccontare significa prendersi una responsabilità; fotografare significa scegliere da che parte stare.
L’inaugurazione delle mostre rappresenta uno dei momenti centrali delle iniziative dedicate ai venticinque anni dal G8 di Genova, offrendo al pubblico un’occasione per riflettere, attraverso linguaggi diversi – fotografia, fumetto, documentazione e arte visiva – su temi che continuano a interrogare la società contemporanea: il diritto alla protesta, la memoria pubblica, la solidarietà internazionale e la difesa dei diritti umani.
A venticinque anni di distanza, Genova continua a essere una ferita aperta, ma anche un luogo da cui ripartire per costruire nuove forme di consapevolezza. E la fotografia, ancora una volta, dimostra di poter essere uno degli strumenti più potenti per ricordare, comprendere e immaginare un futuro diverso.
Qui il programma completo delle iniziative per il venticinquesimo anniversario del G8 di Genova.
