RIMINI SOSPESA
Tra l’Amarcord di Fellini e la Realtà del Presente
Workshop di fotografia documentaria con Giulio Di Meo:
dallo scatto alla costruzione della storia
21-22-23 Novembre 2025
Rimini è un cliché. Musica, cinema, letteratura, fotografia: tutto è stato utilizzato per raccontarne i luoghi, le atmosfere, la gente. E, paradossalmente, esiste un cliché per ogni possibile punto di vista: la vita colorata del turismo estivo, le notti di festa, il torpore invernale delle spiagge immense e vuote, la nostalgia felliniana di un tempo che non c’è più. E così via. Impossibile, allora, che un workshop di fotografia possa oggi inventare qualcosa di completamente nuovo. Meglio scegliere di raccontare, piegandosi al servizio degli spunti che la città offre e degli omaggi che essa stessa riserva al suo passato.
Fellini, quindi. Imprescindibile, onnipresente. Si parte dai musei che la città gli dedica, dove le immagini proiettate e le installazioni mescolano le diverse anime dei suoi film: le scene in bianco e nero de I vitelloni, i colori pastello della nostalgia di Amarcord. E poi i luoghi iconici della sua vita e dei suoi film: il Cinema Fulgor, il Grand Hotel, gli sfondi ricostruiti di tante scene ormai entrate nell’immaginario collettivo.
Ma Rimini d’autunno è anche freddo e pioggia: il letargo della vivacità estiva, delle spiagge affollate, della frenesia della vita notturna e dell’energia travolgente che caratterizza ogni angolo del litorale. L’atmosfera in città è sopita, e nel grigio urbano le uniche macchie di colore sono le foglie cadute. In periferia, invece, si susseguono in lunghe file gli alberghi chiusi, appoggiati l’uno all’altro quasi per proteggersi dal vento.
Ed è la spiaggia a restituire con più forza l’atmosfera di questo periodo: nelle zone centrali la distesa appare immensa, protetta alle spalle dagli alberghi a quattro stelle e davanti al mare dalle dune di sabbia, moderne trincee, baluardi contro le mareggiate e al tempo stesso sentieri per le passeggiate dei riminesi. In periferia il vuoto è ancora più assoluto: pochi camminano, qualcuno corre, altri portano i cani a sgambare. Qua e là si incontrano i raccoglitori di vongole, in un paesaggio quasi lunare. Le spiagge deserte, i chioschi e gli alberghi chiusi non trasmettono però senso di abbandono; rappresentano piuttosto momenti di attesa e sospensione, di cambiamento imminente, di pausa in un ritmo pronto a riprendere con l’avvicinarsi della nuova stagione.
Questo workshop si inserisce all’interno di “Tra sogno e realtà: nei luoghi del cinema emiliano-romagnolo”, una serie di laboratori ideati da Giulio Di Meo per esplorare e celebrare i grandi registi e i film che hanno reso celebre l’Emilia-Romagna. Un percorso che attraversa luoghi e immaginari cinematografici entrati nella memoria collettiva, offrendo un viaggio nella storia di una regione che ha dato i natali e ispirato alcuni tra i più importanti cineasti italiani e internazionali: da Federico Fellini a Michelangelo Antonioni, da Marco Bellocchio a Pupi Avati, da Giuseppe Bertolucci a Giorgio Diritti. In questo contesto, Rimini rappresenta una tappa inevitabile, sospesa tra sogno e realtà, mito e quotidianità.
Restituire con la fotografia questa miscela di sensazioni e di luoghi in pochi giorni è estremamente difficile. Abbiamo esplorato la transizione tra elemento naturale e urbano, passando da stradine poco affollate a spiagge vuote, dai luoghi felliniani a strutture abbandonate, fino a un mare che guarda la città in attesa di risvegliarsi. Abbiamo cercato di raccontare come la città viva perpetuando i propri miti, provando a tradurre in immagini le sensazioni che suscita.
Roberto Lugano
Un sentito ringraziamento a Marco Leonetti, Ernesta Ricciotti e Linda Lazzari per la preziosa collaborazione e la grande disponibilità; al Fellini Museum di Rimini e allo storico Cinema Fulgor di Rimini, per aver reso possibile questo percorso di esplorazione e racconto.
Fotografie di: Rosangela Ampollini, Luigi Brivio, Giulio Cacciari, Andrea Chierici, Alberto Di Stefano, Elena Fiore, Walter Incerti, Roberto Lugano, Stefania Spocci, Stefano Trevisan
Music: French Café Waltz by DesiFreeMusic – Pixabay.com
Le immagini della galleria — 01 Giulio Cacciari, 02 Rosangela Ampollini, 04 Luigi Brivio, 012a Alberto Di Stefano, 013 Stefano Trevisan, 015 Roberto Lugano, 016 Stefano Trevisan — sono state realizzate all’interno del Fellini Museum di Rimini.
Tra sogno e realtà: nei luoghi del cinema emiliano-romagnolo
Il workshop “Rimini Sospesa” fa parte della serie “Tra sogno e realtà”, una serie di laboratori ideati da Giulio Di Meo per celebrare i grandi registi e i film che hanno reso celebre l’Emilia-Romagna. L’iniziativa esplora luoghi e storie che hanno segnato la memoria collettiva, offrendo un vero e proprio tuffo nella storia del cinema di una regione che ha dato i natali e ispirato alcuni dei più grandi cineasti di tutti i tempi: da Federico Fellini a Michelangelo Antonioni, da Marco Bellocchio a Pupi Avati, da Giuseppe Bertolucci a Giorgio Diritti