WORKSHOP DI FOTOGRAFIA SOCIALE NELLA LOCRIDE | Set. 2021

LA LOCRIDE RESISTENTE 3 – Workshop di fotografia sociale con Giulio Di Meo e Nicola Zolin

10/11/12 settembre 2020 | Camini(RC)

Terzo workshop di fotografia sociale, con Giulio Di Meo e Nicola Zolin, nei territori della Locride, alla scoperta del magnifico borgo di Camini, che ha saputo reagire alla minaccia di spopolamento attraverso progetti inclusivi con rifugiati e richiedenti asilo. In questo piccolo paesino i progetti di accoglienza si sono intrecciati al recupero del patrimonio culturale, a una pianificazione imprenditoriale ed economica volta sia allo sviluppo delle attività della cooperativa che al benessere della cittadina e dei suoi ospiti. Obiettivo del workshop è quello di documentare le attività della cooperativa “Jungi Mundi” a Camini, il quotidiano di questa piccola comunità, il bellissimo territorio della Locride esempio virtuoso di accoglienza e solidarietà.

Date: 10/11/12 settembre 2021Consigliamo di arrivare un giorno prima dell’inizio del corso

Luogo: Camini (Reggio Calabria)

In collaborazione con: Jungi Mundu

Presentazione: I paeselli calabresi della zona meridionale della costa ionica avevano conosciuto soltanto flussi in uscita di migranti lavoratori verso le industrie del Nord. Gli sbarchi del 1997 a Badolato e del 1998 a Riace marina hanno cambiato la storia di questi villaggi dimenticati. In quelle barche erano quasi tutti curdi, un popolo senza stato, vittima degli schemi geopolitici del Novecento. Si trovarono all’improvviso accolti da una comunità ospitale, che mise a loro disposizione le case in disuso e s’impegnò a dar loro sostentamento. E’ in quei giorni che nasce la visione di quello che con il tempo Riace diventerà: un esperimento di convivenza tra persone provenienti da luoghi diversi, il tentativo di far rinascere un villaggio sempre più disabitato, stravolto da uno tsunami demografico. In seguito tanti altri paesini della Locride hanno seguito la strada dell’accoglienza, come Camini piccolo borgo che subiva un processo di spopolamento inesorabile, dove alla scuola elementare a un certo punto v’era soltanto una classe unica. Rosario Zurzolo, fondatore della cooperativa “Jungi Mundu”, è stato uno degli ultimi bambini a frequentare la scuola materna prima che chiudesse. Da due anni, grazie ai rifugiati, l’asilo a Camini ha riaperto e ci sono ora 25 bambini. Alle scuole elementari ci sono 50 ragazzi. “L’obiettivo della cooperativa è di dare lavoro alla gente locale, per tenere vivo il borgo” racconta Rosario. “Anche osservando il successo di Riace, ci siamo resi conto che l’accoglienza era l’unica strada per salvare il borgo”. A Camini, oggi,  oltre al progetto di accoglienza la cooperativa “Jungi Mundu ha organizzato laboratori di falegnameria, di artigianato, la scuola di italiano, la fattoria didattica, la scuola di calcio e di ballo. Il turismo è stato rilanciato e l’affittacamere è un’importante fonte di guadagno per il paese. I fondi vengono continuamente riutilizzati per ricostruire le case del centro storico, con il grande lavoro di Cosmano e Cosimo e di rifugiati come Hassan e Kolli, che hanno imparato il lavoro del muratore e stanno collaborando a ricostruire quello stesso paesino che un giorno li ha accolti, utilizzando soltanto le pietre della zona, come si faceva un tempo.

Durante il workshop proveremo a condividere, con i cittadini e gli ospiti di Camini, la quotidianità, esplorando le attività e i laboratori della cooperativa “Jungi Mundu”. Ogni fotografo cercherà di raccontare la realtà del paesino, con il proprio sguardo unico e particolare, cercando di cogliere i diversi aspetti di questa piccola quanto significativa realtà.

Foto di Barbara Banchelli

Programma: Il corso sarà diviso in diversi momenti: una parte teorica, una parte pratica e una di critica e selezione dei lavori. Saranno inoltre previsti momenti di confronto tra i partecipanti al workshop, i volontari e i soci della cooperativa. Il corso, infatti, non ha solo l’obiettivo di guidare i partecipanti nello sviluppo di un progetto fotografico, ma è anche un’esperienza di scambio, confronto e dialogo tra volontari e partecipanti. Le serate saranno dedicate all’editing delle foto scattate, con discussione e confronto tra i vari partecipanti. Quotidianamente saranno selezionate le immagini migliori che andranno a formare, alla fine del corso, il portfolio personale. Con le foto più rappresentative sarà realizzata una presentazione multimediale per raccontare l’esperienza vissuta dal gruppo e per sensibilizzare sulle tematiche documentate. Durante le giornate del workshop verrà organizzata una serata dove i due fotografi presenteranno i propri lavori fotografici ai partecipanti ed ai volontari.

Costo del workshop:  La quota di partecipazione è di 400 euro (comprende vitto e alloggio e ogni altro costo riferito alla realizzazione del corso in loco).

Prodotti finali: pubblicazione delle foto degli studenti sul sito dei fotografi e realizzazione di un prodotto multimediale del lavoro collettivo.

Per info e iscrizioni: info@giuliodimeo.it | zolinphoto@gmail.com

Foto di Eliana Decet

Gallerie workshop precedenti:

LOCRIDE RESISTENTE – giugno 2019

CAM(M)INI – agosto 2020 


Nicola Zolin – Nicola Zolin è un fotogiornalista e scrittore nato a Marostica (VI) nel 1984. Ha viaggiato per oltre cinquanta paesi raccontando tra i vari progetti la vita parallela dei giovani in Iran, le vicende dei rifugiati lungo la rotta balcanica, la condizione degli Uiguri in Cina, i sogni dei ragazzi della striscia di Gaza e una serie di reportage su persone che con i loro progetti stanno cambiando il mondo. Le foto del suo reportage su Riace, Camini e gli altri paesi della Locride, “U paese è mondo intero” sono state pubblicate da Der Spiegel, Corriere della Sera, 6 MOIS, Il Reportage, de Volkskrant, Left e da Prospero Editore nell’omonimo libro pubblicato nel 2020.

Giulio Di Meo – Giulio Di Meo è un fotografo italiano impegnato da quasi vent’anni nell’ambito del reportage e della didattica. Organizza incontri e workshop di reportage e di street photography, in Italia e all’estero, e laboratori per bambini, adolescenti, immigrati e disabili per promuovere la fotografia come strumento di espressione e integrazione. Fotografo freelance, porta avanti i propri progetti in modo indipendente. Presidente dell’associazione Witness Journal e photo editor dell’omonima rivista di fotogiornalismo WJ. Collabora con diverse associazioni e ONG, in particolar modo con l’Arci, con la quale dal 2007 organizza workshop di fotografia sociale in diverse realtà del Sud del mondo (Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, Colombia, Cuba, Saharawi, Senegal).

Foto di Fabrizio Martelli