SMALL ITALY TORINO - Giulio Di Meo - Social Photographer

SMALL ITALY TORINO

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SMALL ITALY TORINO

Workshop di Street Photography | Torino

15/16 settembre 2018

Io non cerco il kitsch, mi limito a fotografare quel che vedo. Martin Parr

“Small Italy”, una serie di workshop ispirati ai lavori di Martin Parr. Durante questi corsi partiremo dalla conoscenza e dall’analisi dei progetti di questo geniale fotografo per andare poi alla scoperta delle più belle città italiane ogni giorno invase da turisti provenienti da tutto il mondo. Punto di partenza della nostra ricerca sarà lo studio del lavoro “Small World” pubblicato da Parr nel 1995, in cui ha raccontato con cinismo e ironia i vari aspetti del turismo di massa, fonte di enormi occasioni di guadagno, ma anche causa di degrado ambientale e culturale di tante destinazioni prese d’assalto da milioni di turisti.

Presentazione: L’Italia nel 2015 è stato il quinto paese più visitato nel mondo con 50,7 milioni di turisti internazionali in arrivo. Una vera e propria invasione che genera circa il 10% del PIL del paese, impiegando all’incirca 2,5 milioni di persone. Ma quali sono i rischi e le problematiche generate da questo enorme flusso di persone che ogni anno si riversa sulla nostra penisola? Milano, Roma, Venezia, Firenze, Bologna, Napoli, Palermo… con questa serie di workshop andremo alla scoperta del rapporto tra i turisti e queste meravigliose città. Con sguardo critico e ironico cercheremo di cogliere le diverse sfaccettature, i lati spesso ridicoli e talvolta negativi di un turismo sempre più vorace e aggressivo.

Torino: Dieci anni fa le Olimpiadi, evento che ha cambiato Torino… lo dicono i cittadini e lo ammettono gli studiosi, la passione che ha abitato la città nei giorni olimpici dal 10 febbraio del 2006, non se n’è andata con la cerimonia di chiusura, ma ha contribuito a cambiare pelle alla città. Già, sono passati ormai dieci anni dalle Olimpiadi. L’evento che ha cambiato Torino. Se in meglio o in peggio, è dibattito tuttora aperto. Tutt’al più eravamo la città della Fiat e della Juve. Adesso la situazione è diversa, sembra quasi banale dirlo. E i vantaggi li abbiamo sotto il naso: esci di casa e trovi le comitive di turisti con il naso all’insù.
Vent’anni fa i torinesi guardavano la Mole e vedevano la punta di una città laboriosa, grigia e industriale. Oggi la guardano e vedono l’ascensore aereo del Museo del cinema e con lui la vetta di una città bella, allegra, scoperta dai turisti come un salotto “inaspettato” di piazze barocche, caffè, musei, mostre da milioni di biglietti l’anno. Oggi vanno al Museo Egizio, restaurato con grande cura e successo in proporzione, alzano la testa su piazza San Carlo, Piazza Castello, Piazza Carignano, Piazza Vittorio e sulla reggia di Venaria, passeggiano a l Parco del Valentino, la domenica, vanno allo struscio in via Roma e Via Lagrange.
Se le Olimpiadi invernali sono state un vero e proprio acceleratore della trasformazione di Torino, sono sate anche il punto di ripartenza per la ridefinizione dell’immagine di questa città nel mondo.

Foto di Giulio Di Meo

Martin Parr: Nato nel 1952 a Epsom, nel Surrey, Parr studia fotografia al Politecnico di Manchester. A partire dagli anni Ottanta, il suo obiettivo comincia a rivolgersi alla provincia inglese, ai comportamenti e alle abitudini della classe media, al cattivo gusto dei loro arredi, ambienti e stili di vita. Le immagini di Parr mettono in scena la globalizzazione del cattivo gusto, volontario o involontario, immortalano vizi, ipocrisie e nevrosi della società contemporanea Parr fotografa centri commerciali, fast food, dettagli di abbigliamento e accessori vistosi, volti di donne dal trucco pesante, pile di merce nei negozi turistici, sex shop e mercatini dell’usato.

Immagini che diventano gli emblemi visivi del consumismo, del kitsch. Tra i suoi lavori più importanti si ricordano The Last Resort del 1986, Home and Abroad del 1993, Common Sense del 1999, Think of England del 2000 e Luxury del 2009. Nel 1995 pubblica Small World in cui mostra i paradossi visivi della classe media in vacanza. Turisti che fotografano indiscriminatamente tutto quello che hanno sotto tiro senza davvero comprendere il valore di ciò che osservano.

Programma e date del workshop: Il corso sarà diviso in diversi momenti: una parte teorica, una pratica e una di critica e selezione dei lavori.

Sabato 15 settembre
Ore 10:00-12:00 Lezione teorica e di analisi dei lavori di Martin Parr
Ore 13:00-18:00 Uscita fotografica

Domenica 16 settembre
Ore 10:00-12:00 Editing
Ore 13:00-17:00 Uscita fotografica
Ore 17:00-19:00 Editing finale

Foto di Giulio Di Meo

Costo del workshop: 200 €

Requisiti: Il workshop è rivolto a tutti; non richiede conoscenze fotografiche “tecniche” specifiche o avanzate.

Attrezzatura fotografica necessaria: È consigliata un’attrezzatura non molto vistosa. Cercare di non farsi notare e non essere invadenti con teleobiettivi e simili può essere davvero essenziale per la riuscita di uno scatto di strada. Si consigliano quindi ottiche grandangolari reflex o macchine mirrorless.

Iscrizioni: info@giuliodimeo.it

Prodotti finali: pubblicazione delle foto degli studenti sul sito del fotografo e realizzazione di un prodotto multimediale del lavoro collettivo.

Foto di Giulio Di Meo