Una foto per la libertà di espressione, una mostra che unisce l’arte, la libertà e l’amicizia. Un’iniziativa nata per solidarizzare con i giovani attivisti reclusi in Germania dopo il G20.
In occasione della riapertura di Làbas in Vicolo Bolognetti, domenica 04 febbraio, vari incontri ripercorreranno la mobilitazione contro il G20 di Amburgo e le vicende legate alla repressione giudiziaria che ha caratterizzato il post-vertice. Si partirà alle ore 18.00 con un incontro che vedrà la partecipazione di Beppe Caccia (attivista e scrittore) e Margherita d’Andrea (Giuristi Democratici). Alle ore 19.30 verrà inaugurata la mostra “#Liberi tutti” con interventi di Cristiano Capuano (fotografo e redattore WJ) e di attivisti e attiviste di Làbas e del Tpo presenti alle giornate di mobilitazione.
#Liberi tutti è un’iniziativa promossa da Witness Journal, nata qualche mese fa in seguito all’arresto di giovani attivisti italiani dopo il G20 di Amburgo, che ha coinvolto una cinquantina di fotografi. Nel numero di WJ 92, il direttore Amedeo Novelli, raccontava così il caso di Fabio Vettorel, uno dei ragazzi ingiustamente reclusi: « Diciotto anni di vita di cui gli ultimi due mesi trascorsi dietro le sbarre di un carcere di Amburgo a seguito del fermo di polizia avvenuto dopo gli scontri durante le manifestazioni anti G20. La situazione giudiziaria di Fabio Vettorel non è ancora chiara: non esiste un mandato preciso, né accuse ben definite. Secondo il tribunale tedesco però il diciottenne di Feltre sarebbe “predisposto alla violenza” e avrebbe subito “carenze educative”. Detto che questi tratti non giustificano di per sé l’attuale stato di fermo e la custodia cautelare in carcere, a fare impressione è il fatto che il tribunale non abbia nemmeno predisposto una perizia psicologica atta a provare queste affermazioni che, al momento, sono dunque semplici illazioni. Poco importa anche che le uniche prove rese note a supporto della presunta condotta violenta di Fabio durante le proteste del G20, ossia i video girati dalla polizia tedesca, mostrino il nostro connazionale mentre cammina e si ferma a raccogliere un oggetto da terra a pochi metri da un cordone di polizia, in tutta calma e senza nessun atteggiamento violento o provocatorio».
Solo pochi giorni fa il mandato di arresto contro Fabio è stato annullato, niente più obblighi di domicilio ad Amburgo, firme alla polizia, cauzione. Giudici e procura ora si sono convinti che non sussiste il pericolo di fuga… Ci sono voluti più di 6 mesi, dei quali quasi 5 in carcere. È stato molto difficile, possibile solo grazie all’aiuto e il sostegno di molte persone che credono nell’amicizia e nella solidarietà. Contro le ingiustizie.
La mostra #Liberi tutti rientra tra gli eventi di Closer, una manifestazione dedicata alla fotografia sociale organizzata da WJ, Qr e Arci Bologna.
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