IL DESERTO INTORNO

04 settembre | 03 ottobre

Opening: 04 settembre 2015 – Ore 18.30

Circolo Arci Kino – Pieve di Cento (BO)

Mostra fotografica di Giulio Di Meo

 

“Una storia di dolore, di profughi, di tenacia di chi resiste all’occupazione. I Saharawi hanno una dignità che include qualcosa di metafisico. Una storia di impegno, di cittadinanza, per tenere aperta la via al vento, e alle stelle, di questa patria che un poco è anche nostra.”

Tom Benetollo

 Il Deserto Intorno, una mostra e un libro del fotografo Giulio Di Meo, dedicato ai profughi saharawi, uno sguardo aperto sulla vita nei campi, avvolta nel silenzio spesso assordante della comunità internazionale. Silenzio che crea come un deserto intorno alla loro lotta e alla loro esistenza. In pochi conoscono questa causa, anche se, in circa quarant’anni di resistenza, migliaia sono state le foto scattate, le storie raccontate, gli articoli scritti e i libri pubblicati. Così come migliaia sono stati i sogni spezzati, i diritti calpestati e le promesse non mantenute.

Saharawi 017Dal 1975 centinaia di migliaia di Saharawi trovarono rifugio attorno a Tindouf, città a sud-ovest dell’Algeria, per sfuggire all’occupazione marocchina. Questa zona del deserto del Sahara, conosciuta anche come “giardino del diavolo”, è uno dei luoghi più ostili della terra, una distesa di pietre e sabbia, priva di acqua e di vegetazione. Qui, in haimas e case costruite in mattoni di sabbia, vivono ancora oggi circa 200mila Saharawi segnati da un clima avverso, con temperature che in estate superano i 50 °C e in inverno, la notte, scendono sotto zero. Una vita resa possibile dagli aiuti umanitari internazionali, nell’attesa di poter ritornare nella propria terra, nella speranza di riconquistare la propria libertà e far sì che questa causa non diventi una delle tante vicende perse nei gorghi del mondo.

Le foto realizzate nei campi profughi di El Ayoun, Smara, Ausserd, Dakhla, Rabouni descrivono la fatica, l’orgoglio, la speranza, la lotta e le tradizioni di migliaia di donne, giovani e anziani che vivono da rifugiati nel deserto dell’Hammada.

Lentamente, come la vita che tra queste tende scorre nel torpore di un clima inclemente. Lentamente, come il trascinarsi di processi politici e diplomatici che dovrebbero metter fine alle situazioni d’ingiustizia e transitorietà. Immagini che non “urlano”, ma che con semplicità vogliono rendervi partecipi della resistenza di questo popolo, della forza e della dignità con cui affrontano condizioni durissime ai limiti della sopravvivenza. Immagini che vogliono narrarvi l’intensa umanità con cui queste persone alimentano la loro grande speranza di libertà.

Saharawi 004La mostra è ospitata dal Circolo Arci KINO, ricavato nello stabile che ospitò dagli anni ’20 del secolo scorso il cinema “Italia”, in via Gramsci 71 a Pieve di Cento. E’ stato recuperato un edificio abbandonato da oltre 20 anni e costruito uno spazio, aperto a tutti, singoli ed associazioni del territorio, per ristabilire in modo forte i rapporti tra le persone messi a dura prova dal terremoto del 2012.

Il circolo ha avviato, dalla sua inaugurazione del 29 agosto 2014 una programmazione multidisciplinare che spazia dalla musica al teatro, dagli incontri con autori di libri alle mostre di pittura e di fotografia, dalle iniziative di solidarietà a quelle riguardanti la comunicazione e l’informazione, dalle attività di tutela ambientale e dei beni culturali a quelle educative e del tempo libero.

Non dobbiamo lasciarci intimidire dall’ordine di grandezza della sfida che abbiamo di fronte. Arrendersi al presente, è il modo peggiore di costruire il futuro.

Tom Benetollo

Circolo Arci Kino

Via Gramsci 71 Pieve di Cento (BO)