PEPPINO IMPASTATO: MEMORIA E PRESENTE

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PEPPINO IMPASTATO: MEMORIA E PRESENTE

Workshop di fotografia sociale con Giulio Di Meo in collaborazione con Asadin

06/09 Maggio 2018 | Cinisi (Pa)

Se l’occhio non si esercita, non vede. | Se la pelle non tocca, non sa. Se l’uomo non immagina, si spegne.

Danilo Dolci

In occasione del 40esimo anniversario della tragica morte di Peppino Impastato, vittima di mafia, il fotografo Giulio Di Meo in collaborazione con l’Associazione Culturale Asadin di Cinisi propone un workshop per ripercorrere i luoghi di Peppino, per ricordare la sua figura e il suo impegno, per testimoniare le numerose iniziative che si terranno sul territorio di Cinisi e Terrasini.

Presentazione: Giuseppe Impastato nasce a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa. Ancora ragazzo decide di rifiutare la mafia, rompe con il padre che lo caccia via di casa e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Porta avanti una serie di lotte a favore dei contadini espropriati a causa della costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, oltre a organizzare diverse manifestazioni a favore di edili e disoccupati. La sua attività come militante in formazioni della sinistra extraparlamentare si intreccia stabilmente con un impegno culturale e di controinformazione.

Nel 1965 fonda il giornalino “L’Idea socialista”, nel 1975 costituisce il gruppo “Musica e cultura”, che portava avanti una serie di attività culturali come cineforum, musica dal vivo, teatro e dibattiti. Nel 1977 fonda “Radio Aut”, radio libera autofinanziata, con la quale porta avanti una vera e propria crociata contro gli interessi mafiosi a Cinisi e Terrasini. Il principale bersaglio della dura azione di denuncia era il nuovo capomafia di Cinisi Gaetano Badalamenti, in prima fila nel traffico internazionale di droga. Il programma più seguito della radio era “Onda pazza”, una trasmissione satirica durante la quale Peppino sbeffeggiava mafiosi e politici. Nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 Peppino venne assassinato per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti. Il suo corpo fu fatto saltare con del tritolo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, così da far sembrare che si trattasse di un fallito attentato o un suicidio. I mezzi d’informazione, le forze dell’ordine e la magistratura parlarono di un’azione terroristica in cui l’attentatore era rimasto ucciso. Solo la determinazione della madre di Peppino, Felicia, del fratello, del Centro Siciliano di Documentazione Impastato e dei compagni, fece emergere la matrice mafiosa dell’omicidio, riconosciuta nel maggio del 1984 anche dall’ufficio istruzione del tribunale di Palermo. Nel 2002 la Corte d’assise di Palermo condanna Gaetano Badalamenti alla pena dell’ergastolo come mandante dell’assassinio di Peppino Impastato.

Foto di Giulio Di Meo

Programma: Peppino, esempio di responsabilità coraggiosa, rappresenta ancora oggi per vecchie e nuove generazioni un modello di impegno per la difesa degli ultimi, della legalità, dei diritti negati. Aveva scelto da che parte stare, così come Felicia che porterà avanti una lunga battaglia per arrivare alla verità sull’assassinio del figlio e ottenere giustizia. Durante questo workshop cercheremo con i partecipanti di imprimere in fotogrammi la memoria del passato e l’importanza nel presente di tenere vivo il messaggio, l’impegno, il coraggio, l’esempio di Peppino e Felicia. Una doverosa testimonianza di memoria e di impegno collettivo.

Percorreremo le strade e visiteremo i luoghi legati alla figura di Peppino: Cinisi, Terrasini, il Casolare luogo del suo assassinio. Parteciperemo al corteo che da Radio Aut arriverà a Casa Memoria Impastato; seguiremo gli incontri, i concerti, gli eventi organizzati per le giornate di commemorazione. Ogni giorno scatteremo istantanee per raccontare questi luoghi ricchi di memoria, ma anche del presente quotidiano. Tutte le sere si farà l’editing del lavoro degli studenti, con discussione e confronto tra le varie foto, selezionando le immagini migliori che andranno a formare il lavoro collettivo finale che rappresenterà il racconto dell’esperienza.

Date del workshop: 06/09 maggio 2018 | Cinisi (Pa)

Domenica 06 maggio 2018
17.00-20.00 | Presentazione del circolo fotografico Asadin e del workshop.
Lezione teorica: introduzione al reportage e alla fotografia sociale; storia e sviluppo del reportage in Europa e in Usa; il fotogiornalismo in Sicilia e il fenomeno mafioso; la fotografia partigiana.

Lunedì 07 maggio 2018
10:00-18:00 uscita fotografica | 19:00-21:00 editing e selezione collettiva delle immagini

Martedì 08 maggio 2018
10:00-18:00 uscita fotografica | 19:00-21:00 editing e selezione collettiva delle immagini

Mercoledì 09 maggio 2018
10:00-18:00 uscita fotografica | 19:00-21:00 editing finale

Costo del workshop: La quota di partecipazione è di 280 euro.

Prodotti finali: pubblicazione sul sito del fotografo e di Asadin delle foto degli studenti e realizzazione di un prodotto multimediale del lavoro collettivo.

Per iscriversi al workshop o avere informazioni: info@giuliodimeo.it

Foto di Giulio Di Meo

Asadin è un’Associazione Culturale nata nel febbraio 2007 per iniziativa di un gruppo di fotoamatori di Cinisi e Terrasini e persegue esclusivamente finalità non lucrative nel campo della promozione della cultura. L’Associazione, che si propone come luogo di incontro e di aggregazione, nell’ambito delle attività culturali promuove in particolare lo sviluppo e la diffusione dell’arte fotografica e dell’immagine. Numerose le esperienze maturate e le collaborazioni con enti pubblici e privati nell’organizzazione di mostre, corsi, proiezioni multimediali, pubblicazioni. L’Associazione Asadin in collaborazione con Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, bandisce il Concorso Fotografico dedicato a “Guido Orlando” sul tema dei diritti negati.