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CORLEONE: LAVORO E NON SOLO

 

CORLEONE: LAVORO E NON SOLO – Workshop di fotografia sociale con Giulio Di Meo

01/05 luglio 2019 – Corleone (Pa)

 

“Per non darla vinta ai mafiosi e ai violenti di ogni risma, è necessario che nessuna vittima dell’ingiustizia diventi un nome senza storia…”

Alberto Spampinato

All’insegna del racconto e della memoria si è svolto il terzo workshop di fotografia sociale a Corleone (Palermo) sui temi dell’antimafia, per narrare ogni giorno con il mezzo fotografico la strada della libertà e dei diritti.

Siamo partiti da Casa Memoria per conoscere la storia di Peppino Impastato con Giovanni Impastato, Evelin Costa e Massimo Russo Tramontana. Con uno dei suoi amici “artisti”, Giacomo Randazzo, abbiamo girato per Cinisi, parlato di Peppino, di sua madre Felicia, di Radio Aut, dei suoi compagni e dell’instancabile attività che li ha contraddistinti nella lotta al malaffare. Abbiamo visitato “U Mulinazzu’”, un plastico realizzato da Giacomo, per ricordare le lotte e dei piccoli proprietari terrieri contro le espropriazioni per la costruzione dell’aeroporto di Punta Raisi, organizzate da Peppino e dai suoi compagni.

Siamo stati a Portella della Ginestra, con Serafino Petta, unico sopravvissuto alla strage avvenuta in questo luogo il 1 maggio 1947. Serafino è un signore distinto, canuto, che non smette mai di portare la sua testimonianza con assoluta dignità: il suo racconto, pieno di passione, ci ha fatto rivivere quella drammatica giornata in cui sono morte 12 persone e tante altre sono rimaste ferite, fra cui molti bambini.

Ospiti della Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone, abbiamo conosciuto Calogero Parisi, socio fondatore e presidente della Cooperativa, il quale ci ha raccontato le difficoltà incontrate sin dall’inizio dell’attività: perché tutti gli affari lucrativi possono generare interessi gestiti dalla mafia locale. La Cooperativa dal 2000 gestisce un’azienda agricola che coltiva terreni confiscati a Cosa Nostra tra Corleone, Monreale e Canicattì. L’attività agricola, condotta interamente secondo i principi e i metodi della coltivazione biologica, va di pari passo con l’impegno della Cooperativa in fatto di inserimenti lavorativi di persone migranti e persone con problemi di salute mentale. La Cooperativa è sostenuta fortemente dall’Arci sia in qualità di socio sostenitore sia attraverso l’organizzazione dei campi della legalità, rivolti a adolescenti, anziani, migranti e istituti d’igiene mentale, e a tante altre attività. Oltre alle attività legate all’agricoltura, Lavoro e Non Solo gestisce l’immobile Casa Caponnetto, adibito a ostello, e l’immobile adibito a laboratorio di confezionamento dei legumi.

Con Franco e Salvatore, fratelli e fondatori della Cooperativa, e con gli altri soci e contadini della Cooperativa siamo stati sui campi e nelle vigne, per conoscere e raccontare le attività portate avanti. Abbiamo incontrato Giovanni, volontario da anni al servizio della Cooperativa e dei tanti ragazzi che vi arrivano per svolgere un percorso sulla legalità e per lavorare ogni giorno sui terreni confiscati alla mafia.

Abbiamo visitato il Laboratorio della Legalità di Corleone, luogo ricco di luci e di ombre sul tema dell’antimafia, nonché il pastificio della Cooperativa Rinascita Corleonese, dove abbiamo potuto toccare con mano il lavoro che lega la spiga del grano siciliano a un prodotto finito di qualità artigianale. Abbiamo potuto assistere alle fasi della mietitura delle lenticchie a Canicattì, per constatare che i campi confiscati, sotto il sole torrido siciliano, danno un nuovo frutto grazie alla costante fatica dell’uomo.

Ultima tappa, simbolica ed emozionante, il Giardino della Memoria di Capaci, in cui il silenzio e le fotografie dei caduti nella lotta alla mafia ci hanno permesso ancora una volta di ascoltare e di raccontare storie che, allora come oggi, costituiscono una rarità rispetto al clima di odio e di omertà diffuso nel nostro Paese.

Chiara Compagnucci

Workshop organizzato in collaborazione con l’associazione Arci e la Cooperativa Lavoro e non solo.

Fotografie di: Luciano Buscarini, Chiara Compagnucci, Carmine Gravina, Piersandra Pedrazzini.

Musiche: The Gypsy Song eseguita dal gruppo The Freak Fandango Orchestra