Incontro: Ostinato e Contrario | Modena

Ostinato e contrario


Fotografia tra impegno e memoria: incontro con Giulio Di Meo


Mercoledì 18 febbraio 2026 – Ore 21.00
Fotoclub Colibrì -
Via Viterbo 82, Modena
Ingresso libero



“Ostinato e contrario”, come cantava Fabrizio De André, indica chi non si piega alle convenzioni e segue la propria strada anche controcorrente. Questa definizione descrive perfettamente il percorso di Giulio Di Meo, fotoreporter italiano impegnato da oltre vent’anni nel reportage e nella fotografia sociale. Un incontro per approfondire il suo percorso, il pensiero e i progetti di un autore che ha fatto della fotografia uno strumento di impegno civile e di riflessione collettiva, capace di raccontare storie di diritti, solidarietà e memoria.

Durante l’incontro, Di Meo presenterà i suoi principali progetti fotografici, illustrando il proprio approccio al fotogiornalismo e alla fotografia sociale: dal libro-denuncia Pig Iron (2013), sulle devastazioni ambientali e sociali causate dalla multinazionale Vale in Brasile, alla raccolta di ritratti Sem Terra: 30 anni di storia, 30 anni di volti (2014), dedicata al Movimento Sem Terra e nata per sostenere la Scuola Nazionale Florestan Fernandes. Dal volume Il deserto intorno (2015), che documenta la vita nei campi profughi Saharawi, ad Anticorpi Bolognesi (2020), lungo reportage sulla solidarietà emersa nei mesi più duri della pandemia a Bologna. Fino ad arrivare al lavoro più recente, Beyond Borders (2025), un racconto fotografico che segue l’attività della ONG Patologi Oltre Frontiera nel Corno d’Africa, con un focus sulla sanità oncologica in contesti fragili.

Come sottolinea lo stesso autore: “Credo nelle immagini che documentano e che, al tempo stesso, diventano custodi della memoria: del passato, raccogliendo il testimone da chi non avrà più voce; del presente, mostrandoci quella geografia della vita umana che può avvicinarci all’altro e ai suoi bisogni.”

Sarà anche l’occasione per conoscere Witness Journal, la rivista curata da Di Meo, di cui è Presidente e Photoeditor, e per conoscere la campagna promossa a sostegno del collettivo di fotografi palestinesi ActiveStills, impegnati nel documentare quotidianamente la vita in Palestina attraverso la fotografia come strumento di testimonianza e cambiamento sociale.

Un viaggio tra parole e immagini per riscoprire la forza del linguaggio fotografico quando diventa ascolto, denuncia e partecipazione, e per conoscere da vicino il lavoro di un autore che rimane “ostinato e contrario”, scegliendo sempre di stare dalla parte dei diritti, della dignità e della consapevolezza.


Giulio Di Meo (Capua, 1976), fotografo freelance e giornalista, da oltre venti anni si occupa di reportage sociale e didattica. Organizza workshop di fotografia documentaria, reportage, photovoice e di street photography, in Italia e all’estero, e laboratori con bambini, adolescenti, migranti, rifugiati e persone con disabilità, utilizzando la fotografia come strumento di espressione, inclusione e cambiamento sociale. Collabora con diverse associazioni e ONG, in particolar modo con l’Arci e con la ONG Arcs Culture solidali, con la quale dal 2007 organizza workshop in diverse realtà dell’Africa e dell’America Latina (Argentina, Brasile, Bolivia, Camerun, Colombia, Cuba, Guatemala, Saharawi, Senegal). Fotografo freelance, iscritto all’Ordine dei Giornalisti, porta avanti i propri progetti in modo indipendente. Presidente dell’associazione Witness Journal e photo-editor e vicedirettore dell’omonima rivista di fotogiornalismo WJ. Di Meo in più di vent’anni di attività ha tenuto oltre 200 workshop di fotografia sociale, esposto in più di 200 mostre e pubblicato diversi libri fotografici tra cui: Pig Iron (2013), Sem Terra (2014), Il Deserto Intorno (2015), Anticorpi bolognesi (2020), Casa Anpas (2022), Beyond Borders (2025).


Per info: Fotoclub Colibrì di Modena
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