{"id":13398,"date":"2021-11-16T23:44:03","date_gmt":"2021-11-16T22:44:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/?p=13398"},"modified":"2021-11-29T23:45:29","modified_gmt":"2021-11-29T22:45:29","slug":"mostra-r-esistenze-storie-di-occupazioni-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/mostra-r-esistenze-storie-di-occupazioni-latina\/","title":{"rendered":"Mostra: R-ESISTENZE, STORIE DI OCCUPAZIONI | Latina"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"p1\"><strong><span style=\"color: #000080;\">R-esistenze, storie di occupazioni<\/span><\/strong><\/h2>\n<h3 class=\"p2\"><strong><span style=\"color: #000080;\">Mostra fotografica di Giulio Di Meo<\/span><\/strong><\/h3>\n<h3 class=\"p2\"><strong><span style=\"color: #000080;\">04\/05 dicembre 2021 &#8211; <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/451631853051356\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Latina Photo Day<\/a> | Ex Cinema Enal, Latina Scalo<\/span><\/strong><\/h3>\n<p class=\"p4\">Il Latina Photo Day \u00e8 un\u2019iniziativa dedicata alla fotografia e alla cultura fotografica con <span style=\"color: #000080;\">mostre, <a style=\"color: #000080;\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/587148969160364\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">workshop<\/a>, letture portfolio, <a style=\"color: #000080;\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/4833696120016335\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">talk di fotografia sociale<\/a> e Lab Fiaf<\/span>, promossa dall&#8217;Associazione Fotografica RiScatto. La seconda edizione si terr\u00e0 nei giorni sabato 4 e domenica 5 dicembre negli spazi dell\u2019Ex Cinema Enal a Latina Scalo. Tra le iniziative \u00e8 prevista la mostra di Giulio Di Meo \u201cR-esistenze, storie di occupazioni\u201d, un viaggio tra storie di occupazioni, urbane e rurali, in Brasile, Italia e Spagna.<\/p>\n<hr \/>\n<h2 class=\"p1\"><strong><span style=\"color: #000080;\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/931744504446573\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13401 size-full\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze.png\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze.png 1920w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze-300x169.png 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze-768x432.png 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze-1536x864.png 1536w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze-1166x656.png 1166w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze-331x186.png 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Mostra-Latina_Resistenze-724x407.png 724w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/a><\/span><\/strong><\/h2>\n<h2 class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/931744504446573\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span style=\"color: #000080;\">R-esistenze, storie di occupazioni<\/span><\/strong><\/a><\/h2>\n<p class=\"p4\">Storie di lotta e resistenza portate avanti da cittadini e movimenti per il diritto alla casa e alla terra, allo studio e al lavoro, alla sovranit\u00e0 alimentare e alla sanit\u00e0. Storie di occupazioni di terre per produrre, luoghi dove vivere, spazi per la difesa e il diritto ai beni comuni.<\/p>\n<p class=\"p4\">In Brasile espropriazioni e land-grabbing hanno una storia molto lunga, cos\u00ec come il Movimento Sem Terra. Agricoltori e braccianti si sono uniti da tempo, occupando i terreni lasciati incolti dai latifondisti, per conquistare un pezzo di terra in cui vivere e da coltivare.<\/p>\n<p class=\"p4\">Oltre alle tantissime occupazioni rurali, ce ne sono anche tante urbane. A Rio de Janeiro troviamo Chiquinha Gonzaga, Zumbi Dos Palmares, Quilombo Das Guerreiras e Flor Do Asfalto. Quattro occupazioni che hanno cercato di dare una risposta alla mancata politica abitativa per la popolazione meno abbiente.<\/p>\n<p class=\"p4\">\u201cCasa Luzzi\u201d \u00e8 un\u2019altra storia di occupazione. Questa volta in Italia, nel verde delle colline della citt\u00e0 di Firenze. Un\u2019occupazione che ha offerto dal 2006 fino al dicembre 2012 un luogo in cui vivere e uno spazio di condivisione e socialit\u00e0 a 350 famiglie di stranieri.<\/p>\n<p class=\"p4\">La Spagna \u00e8 l\u2019ultima tappa di questa nostra storia. Barcellona \u00e8 una citt\u00e0 in grado di far sentire la propria voce contro il disagio, in difesa dei propri diritti. Lo dimostrano le manifestazioni del 2011: \u201cHem perdut la innocencia\u201d contro l\u2019austerit\u00e0 come misura per combattere la crisi e i 155 giorni di protesta dei cittadini del quartiere Clot contro la privatizzazione dell\u2019ospedale Dos de Maig. Il capoluogo catalano offre anche storie di occupazioni di successo. In particolare quelle di due ex-fabbriche abbandonate: Can Battl\u00f3 e la Nava Especial, adibiti a centri sociali che offrono moltissime attivit\u00e0 gratuite nei loro quartieri.<\/p>\n<h3 class=\"p4\"><span style=\"color: #000080;\"><b>MOVIMENTO SEM TERRA<\/b><\/span><\/h3>\n<p class=\"p4\">Il Brasile, paese di \u201cterre abbondanti\u201d, \u00e8 il 2\u00b0 peggior distributore di terre nel mondo. Il <i>land-grabbing<\/i> \u00e8 un fenomeno di vecchia data, che ha portato a un sistema agricolo altamente concentrato. Solo l\u20191,5% di proprietari terrieri occupa il 52,6% dei terreni agricoli, la maggior parte dei quali sono improduttivi, mentre quasi 5 milioni di contadini non hanno accesso alle terre.<\/p>\n<p class=\"p4\">Nel 1984 agricoltori e braccianti si sono uniti nel <a href=\"https:\/\/mst.org.br\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>Movimento Sem Terra<\/b><\/a> (MST) per lottare contro i latifondisti e conquistare un pezzo di terra da coltivare e in cui vivere. Le famiglie Sem Terra occupano i terreni lasciati incolti dai grandi proprietari terrieri, creano \u201caccampamenti\u201d e avviano pratiche legali per ottenere la propriet\u00e0. Se gli occupanti resistono alle intimidazioni, se riescono a portare a termine un lungo e contrastato iter giudiziario, trasformano l\u2019accampamento in &#8220;assestamento&#8221; e suddividono la terra.<\/p>\n<p class=\"p4\">Il cammino da percorrere \u00e8 pieno di ostacoli dato che latifondisti e polizia militare rispondono con la violenza per espellere le famiglie. Negli ultimi 10 anni, in Brasile sono state uccise pi\u00f9 di 1000 persone come risultato dei conflitti sui terreni. Solo 53 dei sospetti assassini sono stati presi e processati. Uno dei peggiori casi di violenza fu il massacro di <i>Eldorado dos Carajas<\/i>: il 17 aprile 1996 la polizia militare uccise 19 contadini durante una manifestazione pacifica nello stato del Par\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p4\">Ma quella non era la prima volta. Nel 1995 la polizia entr\u00f2 in un campo nell&#8217;area chiamata <i>Corumbiara<\/i> alle quattro del mattino, nel quale stavano dormendo 2.300 persone. Furono uccisi 11 contadini tra cui 7 giovani ragazze alle quali fu sparato alle spalle.<\/p>\n<p class=\"p4\">Quella dei Sem Terra \u00e8 una storia di lotta e resistenza, che ha visto si molte ingiustizie, ma anche molti successi. Il MST \u00e8 diventato il movimento pi\u00f9 grande in America Latina e dalla sua fondazione \u00e8 riuscito a conquistare terreni per ben 150.000 famiglie.<br \/>\nOggi il movimento sostiene la lotta di oltre 57.000 famiglie che hanno occupato terre incolte in 23 stati e che vivono in circa 300 campi, lottando e resistendo quotidianamente per il diritto alla terra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13405\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Mst-Giulio-Di-Meo.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Mst-Giulio-Di-Meo.jpg 1200w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Mst-Giulio-Di-Meo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Mst-Giulio-Di-Meo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Mst-Giulio-Di-Meo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Mst-Giulio-Di-Meo-331x221.jpg 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Mst-Giulio-Di-Meo-724x483.jpg 724w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h3 class=\"p4\"><span style=\"color: #000080;\"><b>PORTO MARAVILHA<\/b><\/span><\/h3>\n<p class=\"p4\">Oltre alle occupazioni rurali, il Brasile ha anche tante storie di occupazioni urbane da raccontare. A Rio de Janeiro l\u2019occupazione di edifici pubblici e privati \u00e8 un fenomeno recente, che risponde all\u2019antico problema dell\u2019assenza di una politica abitativa per la popolazione di \u201cbassa rendita\u201d.<\/p>\n<p class=\"p4\">I grandi progetti e le grandi opere in corso, in previsione dei mondiali di calcio del 2014 e delle Olimpiadi del 2016, hanno dato luogo all\u2019espulsione degli abitanti pi\u00f9 poveri che vivono nel centro della citt\u00e0, nel Porto Maravilha.<\/p>\n<p class=\"p4\">Negli ultimi 10 anni diversi movimenti sociali in lotta per il diritto alla casa si sono organizzati risolvendo una piccola parte del problema del deficit abitativo attraverso l\u2019occupazione di edifici abbandonati. Qui raccontiamo la storia di quattro di queste.<\/p>\n<p class=\"p4\"><b>Chiquinha Gonzaga<\/b> \u00e8 una delle occupazioni pi\u00f9 famose della citt\u00e0. Nei 12 piani e 78 appartamenti vivono una settantina di famiglie, 200 persone in tutto. La Chiquinha \u00e8 di riferimento per la lotta per il diritto alla casa dei lavoratori perch\u00e9 \u00e8 punto di incontro per diversi movimenti e perch\u00e9, dopo 5 anni di resistenza, nel 2009 \u00e8 riuscita ad ottenere la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>concessione per l\u2019utilizzo dell\u2019edificio.<\/p>\n<p class=\"p4\">L\u2019edificio dell\u2019occupazione <b>Zumbi Dos Palmares<\/b> era abbandonato dagli anni \u201970 e cos\u00ec \u00e8 rimasto fino al 2005, con l\u2019occupazione. Poi, per\u00f2, le famiglie sono state sgomberate dalla prefettura perch\u00e9 si trovava in una posizione \u201cscomoda\u201d, nel punto in cui passer\u00e0 la funivia per il <i>morro da Concei\u00e7\u00e3o<\/i> destinata ai turisti in crociera che arrivano al porto. Le promesse del comune di reinsediamento delle famiglie con il programma \u201cLa mia casa, la mia vita\u201d \u00e8 riuscito ad indebolire la mobilitazione, ma ora presenta gi\u00e0 le prime crepe.<\/p>\n<p class=\"p4\">Il <b>Quilombo Das Guerreiras<\/b> \u00e8 composto da venditori ambulanti che hanno occupato il palazzo, abbandonato da pi\u00f9 di 10 anni, nel 2006. L\u2019occupazione ha un futuro incerto poich\u00e9 si trova vicino alla stazione degli autobus Novo Rio, dove vi sono lavori in corso.<\/p>\n<p class=\"p4\">La <b>Flor Do Asfalto<\/b> si differenzia dalle altre occupazioni del porto di Rio poich\u00e9 \u00e8 composta da giovani che seguono una linea anarchica. Si tratta di un luogo che funziona come spazio abitativo, ma anche come biblioteca, erbario, officina di biciclette, oltre ad ospitare una piccola agro-foresta e una cucina comunitaria.<\/p>\n<h3 class=\"p4\"><span style=\"color: #000080;\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13406\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Rio-Giulio-Di-Meo.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Rio-Giulio-Di-Meo.jpg 1200w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Rio-Giulio-Di-Meo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Rio-Giulio-Di-Meo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Rio-Giulio-Di-Meo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Rio-Giulio-Di-Meo-331x221.jpg 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Rio-Giulio-Di-Meo-724x483.jpg 724w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/b><\/span><\/h3>\n<h3 class=\"p4\"><span style=\"color: #000080;\"><b>CASA LUZZI<\/b><\/span><\/h3>\n<p class=\"p4\">Anche nel nostro paese ci sono tante storie di occupazioni. Nel verde delle colline di Firenze, sulla strada che porta a Monte Morello, sorgeva l\u2019occupazione di una grande struttura ospedaliera abbandonata per molti anni all\u2019incuria e al degrado. L\u2019ex sanatorio di propriet\u00e0 dell\u2019Azienda Sanitaria del capoluogo toscano era occupato da circa 350 uomini, donne e bambini di tante etnie diverse. I cosiddetti &#8220;invisibili&#8221;, precari nella vita e nel lavoro. Braccia da &#8220;sfruttare&#8221; nei cantieri e nei mercati, badanti senza contratto alcuno. Una comunit\u00e0 di uomini e donne che ha cercato di resistere alle rigide imposizioni dettate dal mercato dello sfruttamento sulla vita e sul diritto alla casa.<\/p>\n<p class=\"p4\">Un\u2019occupazione che, da maggio 2006, ha destato non poche polemiche e preoccupazioni ma anche interesse, curiosit\u00e0 e solidariet\u00e0. Un\u2019occupazione chiamata anche \u201c<b>Casa Luzzi<\/b>\u201d: comunit\u00e0 multietnica, spazi collettivi, cinema, luogo di culto, pizzeria, minori da mandare a scuola, lingue, modi di vita, fedi diverse, problemi di inserimento lavorativo, esperienza di convivenza e autogestione. L\u2019ex sanatorio Luzzi \u00e8 anche un prezioso patrimonio pubblico e, soprattutto, una ghiotta occasione speculativa. Per quattro anni ha rappresentato una risposta concreta alle necessit\u00e0 abitative di oltre 350 persone. Nonostante questo, il Sindaco del Comune di Sesto Fiorentino, in cui ricade la competenza territoriale dell\u2019ex sanatorio, il 23 settembre 2008 ha firmato l\u2019ordinanza n. 611 che obbliga allo sgombero e all\u2019abbandono della struttura da parte degli occupanti. Dal 30 novembre 2008 gli abitanti del Luzzi hanno vissuto sotto la minaccia di essere sgomberati da un momento all\u2019altro. Soltanto dopo l\u2019occupazione, \u00e8 stato \u201cscoperto\u201d il degrado, nonostante l\u2019abbandono in cui per anni \u00e8 stata lasciata la struttura. Soltanto dopo l\u2019occupazione \u00e8 stato rivendicato il \u201cdiritto alla sicurezza\u201d. Gli abitanti del Luzzi hanno lottato contro l\u2019indifferenza, gli stereotipi e l\u2019ostilit\u00e0 di quanti &#8211; purtroppo tanti, tra le gente, come nelle istituzioni &#8211; vedono nello straniero soltanto un pericolo per la propria sicurezza. Questa storia non ha un \u201chappy ending\u201d: nonostante la lotta e la resistenza, lo sgombero \u00e8 iniziato nell\u2019agosto del 2009, le ultime famiglie hanno lasciato gli edifici dell\u2019ex sanatorio Luzzi nel dicembre del 2012.<\/p>\n<h3 class=\"p4\"><span style=\"color: #000080;\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13403\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Casa-Luzzi-Giulio-Di-Meo.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Casa-Luzzi-Giulio-Di-Meo.jpg 1200w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Casa-Luzzi-Giulio-Di-Meo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Casa-Luzzi-Giulio-Di-Meo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Casa-Luzzi-Giulio-Di-Meo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Casa-Luzzi-Giulio-Di-Meo-331x221.jpg 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Casa-Luzzi-Giulio-Di-Meo-724x483.jpg 724w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/b><\/span><\/h3>\n<h3 class=\"p4\"><span style=\"color: #000080;\"><b>CAN BATTL\u00d3 Y DOS DE MAIG<\/b><\/span><\/h3>\n<p class=\"p4\">Come nel nostro paese, la crisi ha avuto conseguenze molto pesanti in Spagna. In risposta sono avvenute proteste e manifestazioni in tutto il territorio nazionale. Anche Barcellona ha fatto sentire la sua voce.<\/p>\n<p class=\"p4\">Il 28 dicembre 2011 \u00e8 stata organizzata una giornata di manifestazioni chiamata \u201c<b>Hem perdut la innocencia<\/b>\u201d. Il centro della citt\u00e0 era invaso dalla gente, indignata per i tagli e l\u2019austerit\u00e0. La rabbia era tutta rivolta verso i leader europei e il modo in cui stanno affrontando la crisi. \u201cLa gente ha perso l\u2019innocenza, non crede pi\u00f9 alle bugie che vengono raccontate 365 giorni all\u2019anno ai cittadini spagnoli ed europei\u201d.<\/p>\n<p class=\"p4\">Nello stesso anno un\u2019altra protesta, durata per pi\u00f9 di 5 mesi, ha interessato il capoluogo della Catalogna. Per ben 155 giorni i cittadini del quartiere Clot sono scesi in strada armati di costanza e chiassose pentole per protestare contro la privatizzazione dell\u2019ospedale <b>Dos de Maig<\/b>. Ogni giorno bambini, adulti e anziani si sono dati appuntamento nello stesso luogo, fermando il traffico per un\u2019ora al giorno, per fare sentire la loro voce in difesa del diritto alla sanit\u00e0 pubblica. \u201cLa sanit\u00e0 non deve essere un business!\u201d.<\/p>\n<p class=\"p4\">Oggigiorno il recupero del patrimonio industriale \u00e8 diventato un tema centrale. Riutilizzo o distruzione di questi enormi complessi? A Barcellona \u00e8 stata adottata una strategia urbanistica di distruzione sistematica. Un\u2019eccezione \u00e8 rappresentata della fabbrica tessile di <b>Can Battl\u00f3<\/b>, nel quartiere La Bordeta. Nel 1976 il piano metropolitano generale prevedeva che l\u2019area in cui si estendeva la fabbrica fosse adibita a zona verde e area per i servizi urbani di quartiere. Dopo 35 anni di rivendicazioni da parte degli abitanti della zona organizzati in associazioni \u00e8 stata ottenuta una storica vittoria e il complesso \u00e8 stato restituito alla collettivit\u00e0. Il gruppo Gaudir ha visto andare in fumo la propria proposta speculativa che prevedeva la costruzione di un grande complesso residenziale sul suolo in questione. L\u2019occupazione dell\u201911 giugno 2011 ha portato le autorit\u00e0 locali a cedere ai cittadini un padiglione, il blocco 11.\u00a0Per gli abitanti questo rappresenta la possibilit\u00e0 di autogestire un nuovo spazio, e di entrare \u2013 attraverso l\u2019azione \u2013 nel dibattito sul futuro del patrimonio industriale della citt\u00e0.<i> <\/i><\/p>\n<p class=\"p4\">L\u2019ultima storia \u00e8 quella della <b>Nave Especial<\/b>, ex-fabbrica abbandonata, che \u00e8 stata occupata e adibita a centro sociale e artistico da un gruppo di ragazzi. Da cinque anni il centro offre uno spazio libero di creazione circense, musicale, teatrale e di danza. In questo modo i ragazzi sono riusciti ad offrire al quartiere corsi gratuiti, cabaret, mostre musicali, proiezioni, esposizioni, giornate familiari e festival. Quest\u2019anno per\u00f2 l\u2019impresa proprietaria dell\u2019immobile ha presentato una denuncia che rischia di trasformarsi in uno sfratto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13402\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Barcellona-Giulio-Di-Meo.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Barcellona-Giulio-Di-Meo.jpg 1200w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Barcellona-Giulio-Di-Meo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Barcellona-Giulio-Di-Meo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Barcellona-Giulio-Di-Meo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Barcellona-Giulio-Di-Meo-331x221.jpg 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2021-12-Resistenze_Barcellona-Giulio-Di-Meo-724x483.jpg 724w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<h3 class=\"p4\"><\/h3>\n<h3 class=\"p4\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/4833696120016335\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #000080;\"><strong>I TALK <\/strong><\/span><\/a><\/h3>\n<p class=\"p4\">Per Sabato 4 dicembre, sempre negli spazi dell\u2019Ex Cinema Enal a Latina Scalo, sono previsti due talk con i fotografi Massimiliano Tuveri, Claudia Ioan e Giulio Di Meo.<\/p>\n<p class=\"p4\">Massimiliano Tuveri e Claudia Ioan, entrambi fotografi professionisti Certified By Leica e docenti di fotografia della FIAF, terranno dalle 17.00 alle 18.00 un talk dal titolo \u201cOBIETTIVO UOMO: la fotografia sociale contemporanea\u201d, una interessante riflessione e approfondimento sul ruolo della fotografia nella nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p4\">Lo stesso tema sar\u00e0 ripreso e approfondito dal fotografo Giulio Di Meo, dalle 18.00 alle 19.00 durante il talk \u201cIL FATTORE UMANO: la fotografia sociale\u201d, durante il quale verranno ulteriormente stimolate riflessioni sul tema portante di questa manifestazione.<\/p>\n<p class=\"p4\">I talk sono GRATUITI ed aperti a tutti, \u00e8 OBBLIGATORIO IL GREEN PASS, che sar\u00e0 controllato all\u2019ingresso.<\/p>\n<p class=\"p4\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/4833696120016335\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-13400 size-full\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Talk-Latina.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"628\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Talk-Latina.jpg 1200w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Talk-Latina-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Talk-Latina-1024x536.jpg 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Talk-Latina-768x402.jpg 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Talk-Latina-331x173.jpg 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/21-12-Talk-Latina-724x379.jpg 724w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>R-esistenze, storie di occupazioni Mostra fotografica di Giulio Di Meo 04\/05 dicembre 2021 &#8211; 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