{"id":12131,"date":"2020-10-05T17:32:17","date_gmt":"2020-10-05T15:32:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/?page_id=12131"},"modified":"2025-10-31T11:45:52","modified_gmt":"2025-10-31T10:45:52","slug":"umbria2020","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/infoevideo\/umbria2020\/","title":{"rendered":"NELLA VALLE DEL NAR"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #000080;\"><strong><a style=\"color: #000080;\" href=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/progetti\/workshops-galleries\/nella-valle-del-nar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">NELLA VALLE DEL NAR<\/a> \u00a0<\/strong><\/span><\/h1>\n<h3><strong><span style=\"color: #000080;\">Laboratorio di fotografia documentaria con Giulio Di Meo, Gabriele Cecconi e Nicola Sacco<\/span><\/strong><\/h3>\n<h3 class=\"p3\"><strong><span style=\"color: #000080;\">20\/23 agosto 2020 | Alta Valle del Nera (Umbria)<\/span><\/strong><\/h3>\n<p>Difficile descrivere a parole questa esperienza. Si rimane subito a bocca aperta davanti alle bellezze della natura, unite a quelle della storia, e si rimane senza parole davanti ai segni pi\u00f9 che mai presenti dell\u2019ultimo terremoto avvenuto nel 2016, vere e proprie fratture sia architettoniche e soprattutto emotive. Meno difficile invece, cogliere con le immagini questi luoghi. Ed \u00e8 quello che, grazie a tre professionisti appassionati, i fotografi Giulio Di Meo, Gabriele Cecconi e Nicola Sacco, abbiamo fatto lo scorso Agosto, in quattro giorni che ci sono sembrati molti di pi\u00f9, data la grande intensit\u00e0 di ci\u00f2 che abbiamo vissuto.<\/p>\n<p>La prima tappa del nostro workshop \u00e8 stata Norcia, punto di confine tra la Valnerina e i Monti Sibillini, la cui storia risale fino al Neolitico. Ci siamo trovati davanti ad un bellissimo borgo di origine medievale, molto affascinante. Da fuori quasi non si nota, basta varcare una qualunque delle porte di accesso al centro e il cuore si stringe: all\u2019interno del borgo infatti sono pi\u00f9 che evidenti le ferite degli ultimi terremoti, avvenuti nel 2016. Tra le pi\u00f9 rilevanti, la Basilica di San Benedetto, quasi completamente distrutta. Il numero degli edifici solamente messi in sicurezza \u00e8 drammaticamente superiore a quello di quelli ricostruiti. Molti sono i muri con crepe, ognuna delle quali \u00e8 numerata e monitorata. Ma quello che fa pi\u00f9 impressione \u00e8 la gente: bastano 2, 3 parole di saluto e subito ci raccontano le loro storie. Chi il proprio presente, chi il proprio passato, chi i propri rimpianti, chi un pizzico di speranza. Con tanta emozione e commozione. Tutti ci salutano allo stesso modo: ringraziandoci di esserci, di volerli raccontare, di voler portare in evidenza queste zone, la loro bellezza e ricchezza. Non vogliono essere abbandonati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12107\" aria-describedby=\"caption-attachment-12107\" style=\"width: 1021px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12107 size-large\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1021\" height=\"681\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi-331x221.jpg 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi-724x483.jpg 724w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/00-Patrizio-Broggi.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1021px) 100vw, 1021px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-12107\" class=\"wp-caption-text\">Norcia &#8211; Fotografia di Patrizio Broggi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Seconda fermata del nostro viaggio del primo giorno \u00e8 a Campi, paese frazione di Norcia. O quanto meno, quel che resta di Campi. Anche in questo caso le ferite del terremoto sono pi\u00f9 che evidenti: il borgo medievale, strategicamente costruito sul cucuzzolo, non esiste pi\u00f9. Zona super rossa, visibile dal basso in tutta la sua distruzione. Un paese devastato dal sisma ma che non crolla, grazie ad una comunit\u00e0 tenuta insieme dalla grande determinazione di Roberto Sbriccoli, che ci accoglie con un grande sorriso presso la struttura antisismica della Pro Loco di Campi. Una struttura inaugurata pochi giorni prima della scossa del 24 agosto 2016. Indossa una t-shirt con il logo della Pro Loco: \u201cBack to Campi\u201d, geniale trovata frutto della sua creativit\u00e0. Anche lui ci racconta com \u00e8 andata, come, \u201cgrazie\u201d alla scossa del 24 agosto, i cittadini di Campi, radunatisi tutti in tale sede, sono scampati alle conseguenze, altrove drammatiche, della scossa del 30 ottobre. Roberto ci e si racconta, si commuove, sorride. Ci d\u00e0 un esempio della enorme resilienza che questa gente dimostra. Pranziamo presso la Pro Loco, il cibo \u00e8 gustoso, abbondante e di grande qualit\u00e0. E poi andiamo in giro per foto. \u00c8 difficile non alzare lo sguardo verso il cucuzzolo in cui si trova la zona rossa. Cos\u00ec come \u00e8 difficile guardare le SAE, Strutture Abitative di Emergenza, come case definitive. Eppure sono abitate, vediamo sorrisi, bimbi che giocano, cani a spasso con i padroni, spaccati di una vita quotidiana fatta di grande dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Il giorno successivo incontriamo Giovanni, un giovane e appassionato produttore di formaggi presso la localit\u00e0 Apagni, a Sellano. Tutta la sua famiglia \u00e8 impegnata in questo lavoro. Guardandoli e ascoltandoli, quello che emerge \u00e8 il grande amore che hanno nei confronti di ci\u00f2 che fanno. A turno partecipiamo alla lavorazione che dal caglio porta al formaggio. Con orgoglio Giovanni mostra il risultato e noi testimoniamo il momento con i nostri scatti. Successivamente andiamo a conoscere i personaggi principali di questa attivit\u00e0: gli animali. Ci dividiamo tra la parte delle pecore e quella delle mucche, rischiando, grazie alla grande curiosit\u00e0 e simpatia di queste ultime, di essere leccati da loro. Conosciamo anche gli altri protagonisti, senza i quali la sopravvivenza delle pecore sarebbe difficile: i cani. Giovanni ci porta a conoscere il nonno, omonimo sia nel nome che nella passione, il gregge e i Pastori Maremmani che lo vegliano, gli unici capaci di fronteggiare i lupi. E ancora due Pastori Belgi, il cui compito \u00e8 quello di dirigere il gregge. Ci danno una dimostrazione della loro abilit\u00e0, facendo rimanere di stucco quasi tutti noi. Anche in questo caso, la cosa che traspare di pi\u00f9 \u00e8 l\u2019amore nel racconto e nel coccolare questi lavoratori pelosi. Tornati al caseificio, Giovanni ci mostra il suo tesoro: le stanze in cui risposano le forme di formaggio. Ce ne sono di varie forme, di varie stagionature. Il profumo \u00e8 inebriante, non ci tiriamo indietro all\u2019offerta di un assaggio. Giovanni accarezza con gli occhi e con le mani le sue \u201ccreature\u201d, quelle della seconda stanza sono gi\u00e0 tutte vendute e grazie al passaparola e alla promozione fatta dalla famiglia stessa. Il pranzo \u00e8 organizzato e condiviso con loro, fatto, dicono, alla buona. E meno male, perch\u00e8 ci hanno portato cos\u00ec tante cose buone che il pranzo si \u00e8 rivelato una esperienza incredibile, indescrivibile per la bont\u00e0. Su tutto, le mini ricotte fatte la mattina stessa. Siamo tornati alla base colmi di questa giornata, dell\u2019ottimo cibo e con gli zaini profumati per i formaggi acquistati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12118\" aria-describedby=\"caption-attachment-12118\" style=\"width: 1021px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12118 size-large\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1021\" height=\"681\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01-331x221.jpg 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01-724x483.jpg 724w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Francesca-Ragusa_01.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1021px) 100vw, 1021px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-12118\" class=\"wp-caption-text\">Apagni &#8211; Fotografia di Francesca Ragusa<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sabato sveglia presto e partenza alla volta di Castelluccio. La famosissima piana, anche questa frazione di Norcia, nel 2020 letteralmente assaltata dai turisti durante il periodo della fioritura. Come ci affacciamo, dall\u2019alto, su di essa, ammiriamo il sole farsi spazio tra la nebbia, regalandoci un panorama mozzafiato. Scendiamo fino alla parte in pianura, verso il nostro primo appuntamento con Pietro, un giovane pastore rumeno che passa met\u00e0 anno a lavorare letteralmente in mezzo al nulla e l\u2019altra met\u00e0 a casa, con la sua famiglia. La sua casa qui \u00e8 una roulotte, piccola, dignitosa, in cui ha tutto quello che pu\u00f2 servirgli. Gli fanno compagnia tre gattini, curiosi di vedere tutti noi, pronti a ricevere le nostre coccole senza alcuna paura. Pietro ci racconta la sua storia, si presta pazientemente a farci da modello, divertito da tutta la nostra attenzione e i nostri scatti. Racconta anche lui il terremoto, ci fa vedere il video che, dal suo nulla, ha fatto durante la tremenda scossa. Il suo volto giovane e molto abbronzato ci dice molto di pi\u00f9 della sua et\u00e0 anagrafica. Lo abbiamo ringraziato e salutato facendoci la foto di gruppo distanziata.<\/p>\n<p>Ci aspetta poi la visita a quel che resta di Castelluccio, altro centro abitato terremotato. Zona rossa anche qui, i militari a guardia antisciacallaggio, la Protezione Civile da una parte, pronta ad intervenire. Ed esercizi commerciali organizzati in strutture prefabbricate, qualcuno in forma mobile, con il proprio furgone aperto per mostrare i prodotti locali in vendita. Anche in questo caso parlare con le persone ci porta sulle note gi\u00e0 sentite: contenti di vederci, di sapere che vogliamo testimoniare la loro esistenza, i luoghi. Il tepore del sole, unito all\u2019altitudine e alla sveglia precoce ci fanno fermare per gustare le prelibatezze del luogo. In breve tempo e con sommo piacere, soddisfiamo la vista, il gusto e l\u2019appetito. I negozianti con cui parliamo, a volte sono inizialmente un po\u2019 ritrosi nel farsi fotografare. Ma quando specifichiamo loro che siamo l\u00ec per documentare, allora parte il racconto. Gli sguardi, i gesti, le emozioni. Qualche lacrima, qualche ruga, sorrisi. Discorsi che fanno riflettere tanto, a lungo. E anche dimostrazione della forza, della determinazione ad andare avanti nonostante tutto e tutti.<\/p>\n<p>Il pranzo si svolge presso uno dei ristoranti di Castelluccio, davanti a noi la piana, tutta da ammirare. E anche questa volta siamo alle prese con le golosit\u00e0 locali. Facciamo i buoni propositi di tenerci leggeri&#8230;. durano pochi secondi: non appena leggiamo i menu, non possiamo fare a meno di ordinare pi\u00f9 di quanto avevamo in mente. E quindi gustarlo. E digerirlo. Dato che fa caldo, non \u00e8 un grosso problema rimanere in panciolle fino al pomeriggio, che poi panciolle non \u00e8 perch\u00e8 parliamo di arte, fotografia, progetti, esperienze. Riscendiamo nella piana e andiamo a trovare il maneggio, una delle attrazioni turistiche attuali. Intorno ad esso pascolano dei cavalli selvatici, magnifiche bestie senza paura. I turisti vanno a fare le passeggiate, i bimbi montano sui pony portati a spasso dai genitori, qualcuno rigoverna i cavalli di rientro. Chi monta per la prima volta, chi \u00e8 gi\u00e0 esperto, lo staff che assiste tutti, tra un pizzico di routine e tanti sorrisi. Prima del tramonto ci fermiamo di nuovo in cima alla strada che si affaccia sulla piana, per cogliere ancora la bellezza del luogo. Ultima tappa della giornata: una salita in sterrato fin quasi in cima ad una delle montagne vicino Castelluccio, da cui si vede un panorama magnifico e si possono incontrare cavalli selvatici.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12117\" aria-describedby=\"caption-attachment-12117\" style=\"width: 1021px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12117 size-large\" src=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02-1024x683.jpeg\" alt=\"\" width=\"1021\" height=\"681\" srcset=\"https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02-1200x800.jpeg 1200w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02-331x221.jpeg 331w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02-724x483.jpeg 724w, https:\/\/www.giuliodimeo.it\/home\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Federico-Elia_02.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1021px) 100vw, 1021px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-12117\" class=\"wp-caption-text\">La valle di Castelluccio &#8211; Fotografia di Federico Elia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Domenica, ultimo giorno del workshop, cambiamo atmosfera, destinazione Cascia e il suo Santuario. Passiamo dal raccontare le emozioni della Natura a quelle di chi ha fede. Pur essendo anch\u2019essa in zona sismica, a Cascia i segni del terremoto sono quasi inesistenti. Ci sparpagliamo in giro per il paese e per il Santuario. Purtroppo a causa del COVID le visite al Monastero di Santa Rita sono sospese, possiamo entrare in alcune zone del Santuario, nella Basilica, nella Basilica inferiore e pochi altri luoghi. Il turismo religioso, pur condizionato dalle norme per il virus, \u00e8 molto presente. C\u2019\u00e8 chi, come un gruppo di suore dell\u2019America Latina, scatta selfie di gruppo a tutto spiano, chi si raccoglie in preghiera, dimentico della folla intorno, chi aspetta con pazienza di entrare nella Basilica, chi ne esce per tornare a casa, chi aspetta il proprio turno per confessarsi, chi non vede l\u2019ora di mangiare qualcosa. Il caldo, la stanchezza e l\u2019accumulo di emozioni di questi giorni si fanno sentire, quando ritorniamo alle auto siamo tutti abbastanza cotti. Ci aspetta l\u2019ultima parte del workshop, l\u2019editing finale, a valle di quelli effettuati nei giorni precedenti. Torniamo alla base e ci mettiamo al lavoro. Selezione foto, editing del giorno e finale per ciascuno di noi, qualche \u201cripescaggio\u201d di foto in prima battuta scartate. Il tutto per arrivare al prodotto finale: un portfolio per ciascuno di noi, contenente la miglior sequenza ragionata. Successivamente, la selezione da parte dei tre docenti, di alcune foto per ciascuno dei partecipanti, per formare il lavoro collettivo messo in forma video.<\/p>\n<p>Guardare le foto di ogni partecipante \u00e8 una esperienza formativa potente, commentarle insieme aiuta alla crescita dell\u2019\u201cocchio\u201d e della sensibilit\u00e0 di ognuno. Ascoltare i pareri dei nostri tre docenti \u00e8 stato un ulteriore arricchimento. Tutta la fatica di questi giorni viene ricompensata ampiamente da questi \u201cfrutti\u201d, per non parlare poi dell\u2019interazione all\u2019interno del gruppo: ci si d\u00e0 una mano, ci si scambiano pareri, suggerimenti, scelte. Ci si conosce subito nel profondo, mostrandosi gli uni gli altri con la propria visione del mondo, mettendola a disposizione del gruppo. Quello che ognuno riporta a casa \u00e8 davvero tanto. Si torna cresciuti, cambiati, a volte turbati.<\/p>\n<p>\u201cGrazie di essere qui\u201d e \u201cnon dimenticateci\u201d. Il nostro lavoro finale \u00e8 la risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Emanuela Corazziari<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"NELLA VALLE DEL NAR - Workshop di fotografia sociale con Giulio Di Meo\" width=\"1021\" height=\"574\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8QX9BXB_ZNI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p class=\"p6\">Fotografie di: Alessia Marotta, Doralice Renzi, Emanuela Corazziari, Fabrizio Bertolini, Federico Elia, Francesca Ragusa, Maria Paola Gentile, Marina de Luca, Marina Mussapi, Paola Dondoli, Patrizio Broggi.<\/p>\n<p class=\"p1\">Docenti: Giulio Di Meo, Gabriele Cecconi e Nicola Sacco.<\/p>\n<p class=\"p6\">Musica: Canto di <a href=\"http:\/\/www.danieledibonaventura.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Daniele Di Bonaventura<\/a> tratta dall&#8217;album Sine Nomine<\/p>\n<p class=\"p6\">www.danieledibonaventura.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NELLA VALLE DEL NAR \u00a0 Laboratorio di fotografia documentaria con Giulio Di Meo, Gabriele Cecconi e Nicola Sacco 20\/23 agosto 2020 | Alta Valle del Nera (Umbria) Difficile descrivere a parole questa esperienza. 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