VENEZIA. L’ANIMA E L’OMBRA
Workshop di Street Photography
20/21/22 marzo 2026 – Venezia
Venezia va rispettata, curata e amata per poter essere consegnata alle nuove generazioni:
non possiamo sottrarre loro una simile bellezza.
Gianni Berengo Gardin
Venezia. L’anima e l’ombra
Venezia non è una città, è un paradosso. Da una parte ci sono i numeri: milioni di visitatori che ogni anno attraversano gli stessi ponti scattando le stesse foto e inseguono un’icona cristallizzata nel tempo. Dall’altra c’è la città che resiste: quella dei sestieri meno battuti, delle calli dove il silenzio è interrotto solo dal passo di un residente o dal ritmo dell’acqua contro le fondamenta.
Questo workshop non è stato un tour tra i monumenti, ma un’indagine visiva sul contrasto, alla ricerca dell’Anima di Venezia nei gesti di chi ancora la abita, in quella quotidianità ostinata che sfida la logica del consumo globale. Abbiamo però esplorato anche l’Ombra: la pressione dei flussi turistici che avvolge e oscura la città, cercando di sintetizzare nella fotografia il suo impatto estetico e sociale.
Siamo partiti lontano dal fragore, tra le calli di Cannaregio, Santa Marta e Castello, alla ricerca della “Venezia vera” e dei suoi abitanti che ancora stupiscono per la loro esistenza (e resistenza) lenta, fatta di botteghe che sopravvivono a fatica, di panni stesi e di vita di comunità nella lotta per non trasformarsi in un guscio vuoto. Ci siamo poi immersi nell’area di San Marco e Rialto, non per celebrarne la bellezza monumentale, ma per documentare l’assedio.
La presenza turistica è oggi una marea che rischia di sommergere l’identità stessa della laguna. La città appare soffocata: i residenti vengono spinti verso la terraferma dal caro-affitti e dalla scomparsa dei servizi essenziali, sostituiti da una proliferazione di negozi di souvenir industriali e di cibo scadente. Abbiamo osservato lo smarrimento di chi attraversa Venezia senza guardarla davvero, protetto da selfie-stick come moderne spade, prigioniero della fruizione “mordi e fuggi” che logora le pietre e l’anima del luogo. La fotografia street è diventata così uno strumento di analisi sociale, che cattura una alienazione di una massa che trasforma lo spazio pubblico in un set fotografico fasullo.
Le sessioni di editing collettivo sono state il cuore pulsante del workshop. Non ci siamo limitati a selezionare le foto “belle”, ma abbiamo cercato quelle “giuste” per costruire una narrazione coerente. Il contrasto tra l’intimità dei Sestieri e l’invadenza della folla è emerso con prepotenza, rivelando una città bifronte che sfida ogni tentativo di semplificazione.
Abbiamo provato a schierarci con lo sguardo, scegliendo di cercare l’anima dove gli altri vedono solo lo sfondo.
“Fotografare Venezia non è un esercizio estetico, è un atto di resistenza visiva.”
Roberto Lugano
Fotografie di: Claudia Alberti, Patrizia Bonfratello, Paolo Bosetti, Andrea Chierici, Alessandro Cusano, Alberto Di Stefano, Barbara Gioga, Roberto Lugano, Fiammetta Mamoli, Ivo Moraschini, Fiorella Pecorari, Lorenzo Perone, Peter Zullo.
Music from artlist.io: Tengo Tango by Wesly Thomas