(S)GUARDI 2
Laboratorio di fotografia con Giulio Di Meo
Novembre 2025 | Maggio 2026
Istituto di Istruzione Superiore Statale “Iris Versari”
Cesano Maderno (Mb)
La parte più importante di una macchina fotografica sta dietro ad essa.
(Ansel Adams)
La fotografia documentaria è uno strumento capace di osservare, raccontare e custodire frammenti di realtà. Attraverso lo sguardo del fotografo, ciò che spesso passa inosservato prende forma e significato: persone, luoghi, relazioni, passioni e momenti quotidiani diventano immagini che testimoniano il tempo in cui viviamo. Fotografare non significa soltanto fermare un istante, ma scegliere come raccontarlo, cercando un equilibrio tra sensibilità personale, attenzione verso gli altri e desiderio di comprensione del mondo che ci circonda.
In questo quinto anno del photolab (S)Guardi abbiamo provato a costruire, attraverso i nostri scatti, un racconto fatto di punti di vista diversi, esperienze personali e curiosità. Gli argomenti affrontati dai partecipanti sono stati tra i più vari: dallo sport agli spazi urbani, dai viaggi alla natura, dalle relazioni con gli animali ai luoghi della quotidianità, passando per il tempo libero, la memoria e i piccoli gesti di ogni giorno. Spazi privati e pubblici si intrecciano nelle nostre storie, sempre con grande rispetto verso le persone incontrate e fotografate.
Grazie ai consigli, al confronto e alla guida del fotografo reportagista Giulio Di Meo, abbiamo cercato di sviluppare uno sguardo più consapevole e personale, imparando a osservare con maggiore attenzione ciò che ci circonda. Speriamo che queste immagini riescano a trasmettere qualcosa di noi e a farvi vedere il mondo attraverso i nostri (S)Guardi.
Gli allievi del laboratorio
Fotografie di: Viola Baldan, Viola Bogani, Chiara Cecchetto, Elisa Ceriani, Giorgio Erbasanta, Sharon Fisicaro, Denise Maranti, Massimo Marras, Ludovica Pozzi, Ines Rizzi, Tommaso Ronchi, Sara “Noah” Rovatti, Annalisa Soliman, Savain Kristhombuge, Lara Ungherese.
Le storie
Fotogrammi di vita – di Elisa Ceriani, Sharon Fisicaro, Denise Maranti, Sara “Noah” Rovatti, Annalisa Soliman, Lara Ungherese
Cosa resta quando la memoria svanisce? Resta la luce negli occhi, il calore di una mano, i sorrisi che dicono più di ogni parola. Grazie a questo progetto in RSA, abbiamo avuto la grande possibilità di entrare nel quotidiano dei diversi ospiti e con una dolce carezza, di vedere il mondo attraverso i loro occhi. Un mondo sospeso, quasi magico, costituito da attimi preziosi, carichi di saggezza e dalla meraviglia di vedere le cose per la prima volta come bambini. Ogni scatto dunque è diventato una testimonianza dei vissuti, delle gioie, delle difficoltà e fotogrammi dell’essenza di chi comunque, nonostante tutto, ha ancora una straordinaria voglia di vivere e di raccontare.
Viola Baldan – Panchine, banchine del tempo
Il progetto esplora le panchine come luoghi di passaggio e memoria. Spazi silenziosi abitati da presenze effimere, dove il tempo sembra sospeso tra attese, incontri e assenze. Ogni panchina diventa testimonianza di storie invisibili, tracce di vite che si sfiorano e poi si allontanano.
Cammina, lungo una strada
Battuta da molti altri
mai uguali, nessuno
Che in realtà se ne vada
Tra gente senza filtri
E spiriti a digiuno
Eclissato il volto
Quasi Tempo fosse morto
Tik tak tok
Invece odi costante
Ticchettio incessante
Guardano, muto accordo
Loro, pezzi di ferro
Vittime dello Sgherro,
Resta un dolce ricordo
Quasi delle banchine
Di anime tormentate
Che ormai sono andate
Panchine
Viola Bogani – L’essenza del karate
Cosa succede prima di scendere in gara e mostrare ciò su cui si è lavorato? Questi sono gli allenamenti di ragazzi e ragazze che praticano karate: chi alle prime armi e chi ormai è un “veterano”.
Chiara Cecchetto — Oltre il riflesso
Acqua, luce e superfici diventano specchi in cui la realtà si sdoppia. Un invito a osservare la natura da prospettive nuove e sorprendenti.
Giorgio Erbasanta – Il Viaggio In Treno
Questo progetto nasce dalla mia passione per i mezzi di trasporto e dal desiderio di trasmettere la tranquillità che provo viaggiando in treno. Dopo anni di uno stile più “oggettivo”, attento a colori e composizione, ho cercato di raccontare anche emozioni legate alla quotidianità. È cambiato anche il mio modo di fotografare: la macchina fotografica è diventata parte del mio equipaggiamento quotidiano. In questo lavoro ho cercato di mettere me stesso, sperando di entrare nelle emozioni dei soggetti e restituirle a chi guarda.
Savain Kristhombuge e Massimo Marras – Sinfonia in verde e pietra
Questo progetto nasce dalla collaborazione tra due sguardi, uniti per raccontare il Parco Borromeo di Cesano Maderno. Abbiamo esplorato l’equilibrio tra l’architettura monumentale e una natura resiliente, catturando il silenzio dei viali e la maestosità delle prospettive barocche. Oltre alle pietre, abbiamo cercato l’anima del luogo nei volti dei passanti: gesti quotidiani che rendono vivo questo patrimonio. Una narrazione a quattro mani che celebra il legame indissolubile tra la storia antica e la comunità che, ogni giorno, torna a respirarla.
Ludovica Pozzi – Il mondo di cavalli e cavalieri
L’equitazione fa parte della mia vita da circa tre anni, grazie a mia sorella. Osservando gare, allenamenti e preparazione, ho scoperto un mondo fatto di impegno, passione ed emozioni condivise tra cavallo e fantino. Questo progetto nasce proprio dal desiderio di raccontare ciò che si nasconde dietro ogni gara: la dedizione quotidiana, l’ansia prima della competizione e la gioia alla fine del percorso.
Ines Rizzi – Tra colori & petali
Combinazione cromatica, precisione, creatività e passione: questo è tutto ciò che c’è dietro alla creazione di una composizione floreale. Mi sono sempre piaciuti i fiori ed i significati che si nascondono dietro ad essi e mi sono divertita a vedere il lavoro del fiorista sotto un altro punto di vista.
Tommaso Ronchi – Milano Resistente
Il 25 Aprile a Milano non è solo memoria, ma un coro vivo che attraversa le strade. Questo progetto fotografico racconta la piazza oggi: i colori delle bandiere, il ritmo dei tamburi e i volti di chi continua a scegliere la Resistenza. Frammenti di una memoria collettiva che si fa festa, impegno e presente, unendo generazioni diverse.