CASA ANPAS #1
Oltre l’emergenza: volti e storie della Pubblica Assistenza a Bologna
Cosa significa oggi “fare assistenza”? Cosa vuol dire essere volontari, agire per il bene comune, costruire legami di solidarietà? Casa ANPAS nasce da queste domande e prende forma come un racconto per immagini che attraversa l’Emilia-Romagna entrando nelle sedi, nei servizi, nelle storie delle Pubbliche Assistenze.
Casa ANPAS non è una casa fisica. È una metafora. È il luogo in cui una comunità si riconosce e si prende cura di sé stessa. È lo spazio condiviso in cui il volontariato diventa pratica concreta, organizzazione, responsabilità collettiva. È un’idea di società fondata sulla prossimità.
Il lavoro fotografico di Giulio Di Meo si muove dentro questa dimensione simbolica e reale allo stesso tempo. Le immagini raccontano servizi di emergenza, assistenza agli anziani, distribuzione alimentare, progetti educativi, interventi durante la pandemia. Ma soprattutto raccontano persone: volontari e volontarie, operatori, responsabili, cittadini attivi. Raccontano mani che sostengono, sguardi che ascoltano, corpi che si mettono a disposizione.
Le Pubbliche Assistenze dell’Emilia-Romagna affondano le proprie radici nella tradizione laica e democratica delle Società di Mutuo Soccorso dell’Ottocento. Una storia lunga, che attraversa trasformazioni sociali, crisi, emergenze, e che continua a scriversi ogni giorno. Nelle fotografie, questa continuità si percepisce nei dettagli: nelle divise indossate con orgoglio, nei magazzini organizzati con cura, nelle ambulanze pronte a partire, nei momenti di formazione e di attesa.
Durante la pandemia, il ruolo del volontariato è stato decisivo. Le immagini restituiscono la tensione e la responsabilità di quei mesi, ma anche la forza della collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore. Come ha scritto in prefazione la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein, le istituzioni da sole non sarebbero riuscite a fronteggiare l’emergenza: è stata la rete capillare del volontariato a garantire risposte concrete ed efficaci.
Lo sguardo di Giulio Di Meo non si limita a documentare. È uno sguardo partecipe, che rifiuta l’estetica fine a sé stessa per abbracciare un’etica della vicinanza. Le fotografie non illustrano un servizio: raccontano una relazione. Non descrivono un gesto tecnico: mostrano un atto di cura. In ogni immagine si avverte la volontà di restituire dignità, di rendere visibile ciò che spesso rimane invisibile, di costruire consapevolezza.
Casa ANPAS è diventato anche un libro, ma prima ancora è stato un incontro. Un tempo lungo di ascolto, presenza, condivisione. La macchina fotografica si è fatta strumento di dialogo, attraversando territori diversi e restituendo un racconto corale. Ne emerge un welfare di prossimità che non è solo risposta ai bisogni, ma generazione di legami.
Questa galleria raccoglie una parte di quel percorso. È un invito a entrare in quella “casa” simbolica fatta di volti e storie, a riconoscere il valore del lavoro quotidiano delle Pubbliche Assistenze, a interrogarsi sul significato contemporaneo della parola solidarietà.
Perché casa è ogni luogo in cui qualcuno sceglie di non voltarsi dall’altra parte. È ogni spazio in cui si costruisce comunità. È ogni gesto che, silenziosamente, tiene insieme una società.
Guarda le gallerie del progetto: Casa Anpas #1 – Casa Anpas #2

LINK:
CASA ANPAS #1: Oltre l’emergenza (le foto)
CASA ANPAS #1: Oltre l’emergenza: un viaggio nella Pubblica Assistenza
CASA ANPAS #2: Volontari. I volti e le storie (le foto)
CASA ANPAS #2: Volontari. Storie di impegno quotidiano
CASA ANPAS: Il libro
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