‘E corne e ’O Santo. Ruviano tra sacro e profano, memoria e festa

Workshop di fotografia sociale con Giulio Di Meo

08/09/10/11 Novembre 2025 | Ruviano (Ce)

 



Il Sud è civiltà spalancata sul mare più bello del mondo,
è terra di attrazioni irripetibili in ogni borgo: 
il Sud sta seduto su un tesoro e crede di doverlo cercare altrove.

Erri De Luca


‘E corne e ’O Santo.  Ruviano tra sacro e profano, memoria e festa

A Ruviano, piccolo borgo in provincia di Caserta, ogni anno nei primi giorni di novembre la tradizione prende forme sorprendenti, e il confine tra sacro e profano diventa sottile e affascinante. L’11 novembre, giorno di San Martino, si festeggia la famosa festa dei Cornuti, un rito che ha radici intrecciate con la storia e la leggenda. San Martino, oltre a essere il protettore del buon raccolto, è considerato anche il santo degli uomini traditi: lo storico Sulpicio Severo, nella “Vita di San Martino”, racconta un episodio in cui il santo convinse un soldato romano a perdonare la moglie dopo un tradimento, dando origine a una tradizione che ancora oggi celebra la fedeltà e la tolleranza.

A Ruviano, la festa dei Cornuti nacque negli anni Settanta dall’inventiva di un gruppo di amici che, dopo una cena a base di montone e vino, decisero di sfilare per le strade del paese con lumini accesi e trofei di corna. Tra gioco e goliardia, la loro iniziativa conquistò subito la comunità e, negli anni successivi, si trasformò in una vera e propria tradizione collettiva: uomini provvisti di corna sfilano tra le vie del borgo, cantando, ballando e coinvolgendo tutti in un’esplosione di allegria, mentre le strade si animano di musica, luci e partecipazione.

Il giorno precedente, il borgo si veste invece di devozione. La statua di San Leone Magno Papa, patrono della comunità, attraversa i vicoli e le piazze illuminate dai bambini con le candele, creando un’atmosfera sospesa tra fede e meraviglia. Qui il religioso non esclude il giocoso: ogni gesto, ogni sguardo, ogni luce racconta storie di appartenenza e tradizione. I vicoli stretti e le piazzette diventano il palcoscenico di un dialogo continuo tra passato e presente, tra devozione profonda e leggerezza goliardica.

Il workshop di fotografia sociale con Giulio Di Meo ha permesso ai partecipanti di immergersi in un mondo unico, catturando non solo gli eventi ma anche atmosfere, emozioni e contraddizioni. Le immagini raccontano riti in cui tradizione, devozione e goliardia si intrecciano in modo sorprendente. La galleria finale, frutto di osservazione, dialogo con la comunità e lavoro collettivo di editing, trasforma la fotografia in un ponte tra mondi opposti, rivelando la magia di un piccolo paese dove memoria, festa e devozione convivono in armonia.

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Fotografie di: Chiara Amedei, Giusy Cammarota, Vincenzo Coppola, Luigi Franco, Giovanni Marotta, Angela Morelli, Michela Morelli, Antonio Rauccio, Sarah Taranto.

Il workshop è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Ruviano ed è stato in parte finanziato con fondi PNRR a titolarità del Ministero della Cultura Missione 1 Componente 3 Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi” nell’ambito del progetto “Torri, Acque e Grotte” (TAG).

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