Don Camillo e Peppone: viaggio tra cinema e territorio

Workshop di fotografia documentaria con Giulio Di Meo

Dallo scatto alla costruzione della storia
19/20/21 settembre 2025 | Brescello (RE)

C’è un angolo di terra, nel pieno della bassa reggiana, dove sembra che il tempo scorra più lentamente, con quella calma placida che gli trasmette il Grande Fiume quando accarezza, se non è arrabbiato, l’argine che occhieggia alle case di Brescello, la “capitale” del Mondo Piccolo.

Brescello e la vicina Boretto sono state, fra il 1952 ed il 1965, il palcoscenico dei cinque, storici,  film della saga di Don Camillo e Peppone; cinque pellicole che, in tempi più recenti, qualcuno avrebbe potuto ingiustamente bollare come “nazionalpopolari” ma che, all’epoca, riscossero un successo straordinario, dovuto sia alla pungente satira di Giovannino Guareschi (l’autore dei 347 racconti del Mondo Piccolo, dai quali furono ricavate le sceneggiature dei film) che alla quasi perfetta fusione fra Fernandel con Don Camillo e Gino Cervi con Peppone, senza dimenticare i tre grandi registi della serie, Julien Duvivier, che diresse “Don Camillo” e poi “Il ritorno di Don Camillo”, Carmine Gallone con i suoi “Don Camillo e l’onorevole Peppone” e “Don Camillo monsignore… ma non troppo” per finire in bellezza con “Il compagno don Camillo” a firma di Luigi Comencini.

Il workshop di fotografia documentaria ideato da Giulio Di Meo, che si è svolto durante i tre giorni dell’evento “Parva Mundi” organizzato dal Comune di Brescello e dalla Fondazione Paese di Don Camillo e Peppone, è stata l’occasione perfetta per compiere un viaggio nel tempo, con l’obiettivo di raccontare, attraverso la fotografia, le atmosfere di un paese e della gente che ancora oggi sono fortemente connesse al segno indelebile lasciato dai film nei luoghi e nell’immaginario di chi ha vissuto quell’esperienza.

Ecco allora che davanti all’obbiettivo sfilano Don Camillo e Peppone, da sempre acerrimi rivali in politica (“Io non vi ho bastonato come ministro di Dio ma come avversario politico, eh”, afferma Peppone mentre si confessa a Don Camillo) ma profondamente uniti quando si tratta del bene comune (“Fra bestie ci si capisce sempre” dice Don Camillo) e, ancora, le centinaia di persone che accompagnano, dal paese fino alla golena, il Cristo Parlante nella tradizionale processione per la Benedizione del Po (e a Don Camillo, che si lamenta del peso del Crocifisso, Gesù risponde “Ah, dillo a me che me la sono dovuta portare fin lassù e non avevo le tue spalle”).

Sono stati tanti i “clic” che hanno fissato i momenti più salienti durante la rievocazione delle elezioni amministrative del 1946, dalla combattutissima campagna elettorale in paese (“Nel segreto della cabina elettorale, Dio ti vede… ma Stalin no!”), al trionfo di Peppone – che anche nella rievocazione odierna vince con una maggioranza “bolscevica” dell’87% – al corteo della vittoria per le vie di Brescello guidato dal neo sindaco con il successivo comizio interrotto dalla notizia della nascita dell’ultimo figlio di Giuseppe Bottazzi (“Compagni, un compagno di più!” esulta Peppone rivolgendosi alla folla dal balcone della sua casa mentre mostra orgoglioso il piccolo Libero Antonio Camillo Lenin).

E forse il finale più adatto per i nostri tre giorni nel Mondo Piccolo ce lo suggerisce una frase di Giovannino Guareschi: “La poesia bisogna sentirla, non capirla” se al posto di “poesia” mettiamo “fotografia”.                                                                                                                           

Stefano Vanzù


 

 


Fotografie di: Caterina Ambrogi, Fabrizio Bertolini, Patrizio Broggi, Daniela Davoli, Luigi Gaibani, Sonia Gambarati, Maria Paola Gentile, Roberta Prampolini, Tosca Spaggiari, Stefano Vanzù, Guido Zoni.

Music from #Uppbeat: Look The Band Is Passin – Giulio Fazio
License code: C7TT9YCB31R5YDIU

Workshop organizzato in collaborazione con la Fondazione Don Camillo e Peppone di Brescello.


Tra sogno e realtà: nei luoghi del cinema emiliano-romagnolo

Il workshop “Don Camillo e Peppone” fa parte della serie Tra sogno e realtà, una serie di laboratori ideati da Giulio Di Meo per celebrare i grandi registi e i film che hanno reso celebre l’Emilia-Romagna. L’iniziativa esplora luoghi e storie che hanno segnato la memoria collettiva, offrendo un vero e proprio tuffo nella storia del cinema di una regione che ha dato i natali e ispirato alcuni dei più grandi cineasti di tutti i tempi: da Federico Fellini a Michelangelo Antonioni, da Marco Bellocchio a Pupi Avati, da Giuseppe Bertolucci a Giorgio Diritti.