BERLINO: FRAMMENTI DI MEMORIA

Workshop di storytelling con Giulio Di Meo

24/25/26/27 Maggio 2024 | Berlino

Tu di che anno sei? Io Sono nata nel 1989!


Aspettando al Gate la chiamata per il volo che mi porterà a Berlino insieme ai miei compagni di viaggio appena conosciuti, grazie ad un semplice scambio di convenevoli, mi rendo conto, quasi con sorpresa, che il mio anno di nascita è stato un anno fondamentale per la storia e per gli abitanti della città che tra poco ci accoglierà e che sarà il cuore del Workshop su Berlino con Giulio Di Meo.

“Tu di che anno sei?” mi viene chiesto per rompere il ghiaccio. “Io Sono nata nel 1989!” rispondo con entusiasmo. Mentre in Italia il 1989 era l’anno dei Pink Floyd a Venezia, di Francesco Cossiga Presidente del Consiglio, di cinema pieni di film come ‘L’attimo Fuggente’ e ‘Rain Man’ e dei Simspons e Blob in televisione, nella città di Berlino in una fredda mattina di Novembre cadeva il Muro. Il mio anno di nascita è soprattutto un anno di rinascita, per una popolazione intera, quella di Berlino, fatta di famiglie, amici e colleghi di lavoro che fino a quel giorno erano stati divisi e separati per ben 28 lunghi anni. È incredibile infatti pensare che 155 km di muro furono costruiti nella sola notte del 13 agosto 1961.

Questo evento ha cambiato la storia non solo della città, che ha lacerato in due parti con i suoi mattoni per quasi 30 anni, ma anche di tutto il resto del Mondo che fino a quel momento era diviso, proprio come Berlino, in due meta contrapposte ed in guerra (fredda) tra loro. Cosa abbia spinto le autorità di Berlino Est a costruire il Muro, è noto, ce lo racconta la Storia con la S maiuscola. Tuttavia, noi, che oggi siamo liberi cittadini del mondo, come possiamo immaginare cosa abbia significato per tutti gli abitanti di Berlino vivere con il Muro, una presenza fisica e palpabile, che impediva di vedere e di vivere liberamente la propria vita?



Come vivremo noi oggi se non potessimo spostarci liberamente da una parte all’altra della nostra città?

Cosa proveremmo se ci venisse impedito di vedere i nostri cari o i nostri amici?

E ancora, come si fa a comprendere qualcosa di cui non abbiamo una memoria diretta e che ormai fisicamente non c’è più? O che non c’è quasi più, come scopriremo durante il nostro viaggio a Berlino?

La conoscenza e la scoperta della Vita e della Storia può avvenire attraverso diverse modalità: innanzitutto quella scolastico-didattica, ma anche quella ludica, cinematografica, attraverso i racconti degli anziani. Anche con la fotografia si può conoscere la Storia e può diventare strumento per ricostruire la Memoria non vissuta: questo è quello che ho scoperto in questo workshop di 4 giorni nella città di Berlino con Giulio.

Il nostro viaggio a Berlino è partito dal ‘Tränenpalast‘, un posto di blocco nei pressi della stazione di Friedrichstraße, per il passaggio da Berlino Est a Berlino Ovest. Negli anni è diventato noto come ‘Palazzo delle Lacrime’, in quanto i controlli messi in atto dalla polizia erano molto rigorosi e per molti, il passaggio significava lasciare per sempre, dall’altra parte della città, la propria famiglia. Ancora oggi nel palazzo, è conservata la cabina originale per il controllo dei passaporti, che suscita una atmosfera austera ed opprimente. Un altro punto di blocco è stato il più famoso Check Point Charlie, il principale punto di passaggio di diplomatici, giornalisti e visitatori stranieri per Berlino Est. Ad oggi, non vi è rimasto nulla che rievochi le atmosfere pre-1989 (poco dietro la riproduzione della guardiola si trova un Mc Donald!) ma l’istallazione del fotografo berlinese Frank Thiel, raffigurante due foto-ritratto di un soldato russo ed uno americano l’una rivolta verso il territorio dell’altro) ben rappresenta il concetto di netta divisione tra Ovest ed Est, Capitalismo e Comunismo.

Il giorno successivo siamo andati alla scoperta dei resti del Muro ancora presenti nella città: il Berlin Wall Memorial e la East Side Gallery. Due musei a cielo aperto ma dallo spirito completamente opposto. Nel primo è ancora possibile vedere la ‘striscia della morte’, sono presenti turisti attenti e consapevoli come famiglie e scolaresche. Il secondo, invece, è una lunga galleria di murales e graffiti, usati dai turisti come fondale per un selfie. Abbiamo approfondito la vita dei Berlinesi dell’Est con la visita a due musei: lo Stasi Museum e il DDR Museum. Il primo è stato allestito nella sede originaria del Ministero per la ‘sicurezza’ dello stato. La mostra allestita all’interno spiega come è nata la Stasi e quali erano i metodi messi in atto per avere il controllo della popolazione. E’ possibile vedere gli ambienti originali dell’epoca, come l’ufficio del capo della Stasi, Erich Mielke. Camminare all’interno di quelle stanze, sapendo che proprio lì sono state prese decisioni sulle vite di milioni di persone, fa accapponare la pelle. Anche il Museo della DDR ricostruisce la vita quotidiana dei cittadini della Germania Est.

Nel nostro percorso non poteva mancare la famosa Alexander Platz con la sua Torre della Televisione alta ben 368 metri. Ci siamo persi a camminare nella piazza, risalendo poi tutto il grande viale Karl Marx Alle. Sebbene ad un primo sguardo, l’impressione è quella di una città moderna, caratterizzata dal traffico dei grandi viali, in realtà, ad uno sguardo più approfondito, ci è stato possibile riconoscere nei grandi palazzoni bianchi e grigi, l’architettura moderna sovietica degli anni ‘60. In questo tratto della Karl Marx Alle sono rimasti il Kino International e il Cafè Mosca due luoghi fulcro della vita sociale dell’Est.

Dopo aver passato tutta la giornata alla scoperta dei luoghi della memoria conservati nella città, osservando anche come cittadini e turisti si approcciavano ad essi, la giornata terminava con il lavoro di editing fotografico. Ciascuno di noi ha presentato una selezione di 10 immagini che meglio rappresentavano la giornata vissuta e ciò che avevamo visto e colto attraverso l’obiettivo. E’ stato bello ed interessante vedere come ciascuno abbia vissuto e fotografato lo stesso luogo con occhi e modi diversi, in base alla propria esperienza e sensibilità. Non c’erano quindi foto giuste o sbagliate, belle o brutte: Giulio, grazie alla sua esperienza, ha selezionato le foto che risaltassero la sensibilità di ciascuno allo scopo di creare tante storie uniche e personali; come se la stessa storia venisse narrata da diversi punti di ripresa.

La fotografia è molto più che un semplice click: la fotografia è potente, ti obbliga a scendere in profondità, a non rimanere sulla superficie delle cose, a non rimanere indifferente su ciò che è successo. La fotografia ferma il tempo, permette di ripensare alle situazioni vissute e di ricostruire la Memoria di vicende che ci sembrano lontane o che sembra possano non coinvolgerci mai. «Una metà del mondo ignora come vive l’altra metà» disse nel 1890 il fotoreporter danese Jacob Riis: è proprio la citazione che fa al caso di Berlino! Tutti noi, grazie alla Fotografia e a questo Workshop, portiamo a casa un frammento di Memoria sulla storia e gli abitanti di Berlino, quella Memoria che ci aiuta ad affrontare il futuro.

Laura Marzola


Fotografie di: Maurizio Bottazzi, Giampietro Carli, Daniela Filippis, Maurizio Marchesini, Laura Marzola, Fiorella Pecorari e Guergana Radeva.

Musiche: Dreamland by Light Prism – Music from #Uppbeat | License code: QOSSVTQ5PEWHQOI9