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Il nostro è stato un percorso fatto di mille storie, di tanti aspetti drammatici e incredibili, fra vite stravolte e luoghi distrutti da un impero economico quasi insormontabile. Il poco tempo che abbiamo avuto per conoscere e per vivere questi attimi di una quotidianità che non vorremmo mai, è bastato per farci comprendere l’assurda gravità delle cose e il peso che chi le vive deve sopportare. Persone in continua lotta, apparentemente senza alcuna speranza, tanto che si potrebbe fare l’errore di pensare che non abbiano più nulla da dare, o da trasmettere. Ma a noi, da loro, non rimane che imparare… a loro, coloro che non hanno niente, io non posso che invidiarne la forza, il coraggio, la dignità. E’ stato un onore poter raccontare queste storie, ma lo è stato di più poter conoscere persone che dietro la povertà e la difficoltà del vivere quotidiano, nascondono una ricchezza d’animo infinita.  “Per voi che avete bisogno di una casa per vivere, di educazione, di migliori prospettive di salute e di sicurezza, vendendo la Vale, il nostro popolo sarà più felice e ci sarà più cibo nel piatto del lavoratore.” Con queste parole l’ex presidente brasiliano Cardozo, conclude la vendita della Vale, seconda impresa mineraria a livello mondiale responsabile di crimini ambientali, assicurando che i guadagni della vendita sarebbero stati utilizzati per programmi sociali.

False promesse di una privatizzazione che invece ha portato il caos nella vita di migliaia di esseri umani e che ogni giorno contribuisce alla distruzione di foresta nativa; oltre ad alimentare la migrazione dalla città, verso un sogno di vita migliore, che si trasforma in un’esistenza disperata.

Alessia Scarpa

Workshop organizzato in collaborazione con l’Arci e il Movimento Sem Terra

Fotografie di: Caterina Filippi, Gianluca Nani, Alessia Scarpa, Gaia Squarci, Serena Vallana.