Nei paesi più poveri della Terra i bambini, per imparare a vivere, devono frequentare la "scuola del mondo alla rovescia", dove apprendono che la povertà è il giusto castigo per l'inefficienza; che la disuguaglianza è una legge naturale. Il piano di studi prevede corsi obbligatori di impotenza, amnesia e rassegnazione, grazie ai quali gli oppressi del pianeta imparano a subire la realtà invece di cambiarla, a dimenticare il passato per permettere ai dittatori di ogni tempo di restare impuniti, ad accettare passivamente il futuro, perché tentare di immaginarselo è un vizio che viene regolarmente punito… Cosi Galeano ci descrive la condizione a cui milioni di "ultimi" sono condannati, ma ammonisce anche i potenti: "attenti, nei cunicoli e nei sottoscala di quelle stesse "scuole", allievi clandestini si impegnano nella rifondazione della democrazia e nel recupero della tolleranza, della solidarietà e della comunione con la natura". Uno di questi "sottoscala", io l'ho incontrato in un "pueblo joven" (favela) della periferia di Lima, "Villa el Salvador"; grazie al lavoro svolto da Geri Iadecicco e dalla sua associazione "Alas de Esperanza". Villa el Salvador era una città particolare, che sperimentava una giurisdizione autogestita, basata su un progetto socialista e comunitario, che vedeva la partecipazione democratica di tutta la popolazione, per la costruzione di una comunità basata sulla solidarietà e sullo sviluppo ugualitario. Ma questa città oggi non é quella che si sperava sarebbe diventata, ed anche se non del tutto, é stata assorbita dal sistema imperante e dalla politica neoliberale imposta dal governo fugimorista, che per dieci anni consecutivi ha adottato una politica assistenziale, autoritaria e repressiva. In questa realtà, nella zona più povera della città, "Alas de esperanza" ha realizzato uno spazio fisico organizzato, destinato a bambini, adolescenti e giovani, dove ci si possa incontrare con adulti disposti a impiegare tempo ed energie per portare avanti insieme una proposta integrale di formazione per la vita: scuola, sport e arte, ma anche alimentazione e sanità. Il progetto si chiama Deporte y Vida, ormai ha quattro anni, conta circa cinquecento partecipanti tra bambini, ragazzi e giovani. Gli adulti, promotori sociali, sono circa trenta e sono giovani maestri, animatori e volontari. II sogno, la missione, è di investire nelle nuove generazioni affinché diano un nuovo valore alla vita, con la speranza di un presente migliore e di un futuro che si costruisce giorno per giorno, con l'aiuto degli altri, ma soprattutto con la propria forza e fede in Dio.