Entrare nella favela di Santa Marta è come entrare in un mondo sconosciuto e affascinante. Per molti gli abitanti delle favelas sono parassiti della società, delinquenti, ladri, spacciatori...gente da evitare. Di Meo prova a mostrarci l'altra faccia della "favela", luogo dove vivono operai, casalinghe, anziani, studenti; gente troppo spesso dimenticata, abbandonata al proprio destino e costretta a vivere in situazioni di profondo disagio sociale. A questa "Santa Marta", l'autore, ha cercato di dar voce e luce, raccontando con il bianco e nero delle sue fotografie, gli alti e bassi di questa quotidianità. A Rio de Janeiro, circa un terzo della popolazione vive nelle favelas, definite dal pubblico potere come insediamenti sub-normali. La favela di Santa Marta è una delle favelas più affollate e densamente abitate di Rio de Janeiro, con i suoi 7.500 abitanti, di cui il 43% circa sono giovani tra i 10 e i 29 anni. La gioventù che vive oggi nelle favelas ha sperimentato direttamente il peso del preconcetto, della violenza, della riduzione degli spazi di svago e dei posti di lavoro. Le difficoltà di accesso a una scuola di qualità, agli ambienti culturali disponibili in città e alla moderna tecnologia dell'informazione, condannano la maggior parte della gioventù delle favelas brasiliane ad una vita assai disagiata e priva di prospettive. Le foto sono state realizzate in questa favela, nel gennaio del 2006 durante il campo di lavoro Arci "Santa Marta", coinciso con la colonia estiva che ogni anno il gruppo ECO organizza con grandi difficoltà per circa 400 bambini. La Colonia Estiva, nata 25 anni fa quasi per gioco,è diventata un appuntamento fisso e molto atteso per questi bambini che non hanno molte occasioni di svago se non la strada e per questo il loro numero è cresciuto anno dopo anno con evidenti difficoltà di organizzazione e necessità di fondi. Con questa mostra vogliamo aiutarli, vogliamo portarvi i loro sorrisi e i loro giochi ma anche denunciare la difficile situazione in cui vivono. Testimoniare un'esperienza unica, come unici sono i loro volti, i loro sguardi, e la bellezza e semplicità di quanto sono capaci di dare...
Roberta Di Pasquale